Domenica 30 Settembre 2012

Folla al Palamonti per Merelli
Gli è stato intitolato il rifugio Coca

Folla al Palamonti, domenica mattina 30 settembre, per l'intolazione del rifugio Coca a Mario Merelli, l'alpinista originario di Vertova morto lo scorso 18 gennaio sulle pendici dello Scais. I familiari, tanti amici, tanti alpinisti, capitanati da Mario Curnis, e i rappresentanti del Soccorso alpino (presente il responsabile Renato Ronzoni). C'erano pure i sindaci di Vertova, Riccardo Cagnoni, e di Clusone, Paolo Olini.

Il perché l'intitolazione sia stata effettuata al Palamonti e non al Coca l'ha spiegato il presidente del Cai di Bergamo, Piermario Marcolini: «È stato semplicemente per le condizioni meteo che non sarebbero state favorevoli. A primavera ci sarà comunque una cerimonia anche al rifugio. E optando per il Palamonti abbiamo consentito una partecipazione più ampia».

«Intitolare un rifugio - ha continuato Marcolin - è un evento importante perché un rifugio è un punto di riferimento in montagna, dà sicurezza e protezione, è un nido tra le rocce. E Merelli conosceva molto bene il rifugio Coca, è stato tra l'altro l'ultimo posto in cui è passato».

Il fratello Dino, presente con la sorella Raffaella e con Mireia, la vedova di Mario, con la voce rotta dalla commozione ha ringraziato tutta la gente è intervenuta e lo ricorda tuttora e il Cai per il regalo dell'intitolazione sottolineando che questo deve comunque essere un momento di festa e non di tristezza.

Dino ha ricordato inoltre che prossimamente sarà presentata la fondazione Mario Merelli che continuerà l'opera umanitaria dell'alpinista, soprattutto dedicata al sostegno dell'ospedale in Nepal. Cagnoni, sindaco di Vertova, ha invece annunciato che la palestra appena ristrutturata in paese sarà intitolata proprio a Merelli.

È intervenuto anche Emilio Moreschi, rappresentante del Gruppo amici di Mario che aveva chiesto al Cai l'intitolazione del rifugio Coca a Merelli. Moreschi ha ringraziato il Cai e ha ricordato la figura di Mario, «un vero alpinista di montagna, portatore di valori antichi che non amava le competizioni e che privilegiava le persone. Un alpinista, un uomo Cai, che amava la bellezza e la natura, sia delle vette himalayane, sia delle Orobie».

Un ricordo di Mario anche da parte di un altro amico, Luigi Furia, che ha letto una poesia in dialetto bergamasco composta proprio per lui. La mattinata è stata allietata dal Coro Idica. Da segnalare anche la presenza di due rappresentanti dell'isola di Palmaria, di fronte a Portovenere, in Liguria, dove Merelli trascorreva le sue ferie estive.





m.sanfilippo

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