Martedì 09 Ottobre 2012

Yara, il pm consegna al gip
tutte le carte dell'autopsia

L'intera relazione autoptica sulla morte di Yara Gambirasio è stata trasmessa lunedì 8 ottobre al gip Ezia Maccora dal pm Letizia Ruggeri. Il giudice lo aveva imposto giovedì, nel corso dell'ultima camera di consiglio fissata per decidere sulla richiesta di archiviazione nei confronti di Mohammed Fikri presentata dal sostituto procuratore.

Maccora ha ritenuto necessario inserire nel fascicolo l'intero lavoro del consulente della Procura, l'anatomopatologo Cristina Cattaneo, considerando «allo stato non esaustive le produzioni del pm» e spiegando di non essere in grado di prendere una decisione sull'archiviazione del caso per «non aver conoscenza completa del caso».

Insomma, il gip tramite ordinanza ha chiesto di essere messo a conoscenza del fatto storico. E così, con la relazione della dottoressa Cattaneo sulle cause della morte di Yara, ha disposto l'acquisizione pure dei verbali relativi al rinvenimento del cadavere e di quelli del sopralluogo sulla scena del crimine.

Nel fascicolo finora erano presenti solo stralci dell'esame autoptico. Questo perché il pm Ruggeri teme la cosiddetta discovery: ossia, il rischio che, una volta depositati in cancelleria, gli atti diventino in pratica pubblici e tra questi anche alcuni passaggi delicati (pure dal punto di vista umano) che il sostituto procuratore vorrebbe che non finissero in pasto a giornali e tv.

Dalla lettura della relazione autoptica dipende anche il destino della nuova traduzione della telefonata contestata, come chiesto dall'avvocato della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo: quella in cui Fikri avrebbe detto «Dio, fa' che risponda» (per 4 consulenti) o «Non l'ho uccisa io» (per due). Se il gip si toglie i dubbi, niente traduzione; se li conserva, invece, via libera ai traduttori. Il 18 ottobre, data della nuova udienza, si saprà.

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m.sanfilippo

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