Venerdì 12 Ottobre 2012

Mercadante non risponde
Zambelli, piccole ammissioni

Si è difeso dalle accuse il segretario generale dell'Istituto dei Ciechi di Milano, Antonio Picheca, nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Maria Vicidomini, mentre l'ex funzionario comunale milanese, Patrizio Mercadante, ha deciso di non rispondere.

Entrambi sono stati arrestati lunedì scorso, assieme a Giulia Pezzoli, ex addetta alla segreteria dell'ex assessore Mariolina Moioli, e Dario Zambelli, imprenditore bergamasco, nell'inchiesta dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano con al centro presunti appalti truccati sulle «case vacanza» e finanziamenti sospetti con soldi pubblici da milioni di euro.

Picheca, davanti al gip, ha sostenuto, da quanto si è saputo, che le case dell'Istituto dei Ciechi vengono assegnate attraverso bandi e in modo regolare. E così è stato, secondo lui, anche per gli appartamenti assegnati al figlio del prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, e alla figlia della Moioli e a quella di un'altra ex dirigente comunale, Carmela Madaffari. Picheca, inoltre, avrebbe spiegato che il finanziamento sospetto per un progetto artistico da 100 mila euro alla Fondazione Pini, di cui era commissario straordinario, era regolare e che delle spese non si sarebbe occupato lui direttamente.

Zambelli, invece, ha fatto alcune ammissioni in particolare sull'assenza di requisiti da parte della sua impresa per partecipare alle gare d'appalto sulle colonie. Ha detto invece di avere sempre avuto un rapporto professionale con Mercadante. Il funzionario ha deciso però di avvalersi della facoltà di non rispondere.

I tre hanno fatto istanza di domiciliari al gip, ma la Procura ha già dato parere contrario alla scarcerazione. Il giudice deciderà nei prossimi giorni. Pezzoli, sentita ieri, non aveva risposto al gip.

a.ceresoli

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