Sabato 20 Ottobre 2012

«Posso vedere la sua cucina?»
Entra in casa e truffa l'anziana

Tre truffe in città e sempre ai danni di donne anziane. Medesima anche la tecnica: con la scusa di vedere l'appartamento, le signore sono state derubate. Il primo caso si è verificato giovedì 18 ottobre intorno alle 12 in via San Bernardino: una donna di 78 anni è stata avvicinata per strada da due uomini intorno ai 40 anni. «Conosciamo suo figlio, giochiamo a calcio con lui» le hanno detto, citandogli correttamente anche il nome di battesimo del ragazzo. I due hanno poi detto alla donna di aver acquistato casa nella sua stessa zona e di voler vedere il suo appartamento per qualche consiglio sull'arredo e l'organizzazione degli spazi. La donna li ha quindi fatti entrare in casa e i due l'avrebbero distratta riuscendo a portar via un portagioie, dove erano custoditi i gioielli della signora.

Sempre giovedì una seconda truffa, questa volta alle 18 in via Codussi. La scusa per entrare in casa qui si fa anche più sottile: «Ho preso casa nel suo stesso condominio - ha detto un uomo sui 40 anni a una vedova di 84 anni -, e ho la sua stessa statura: posso vedere come ha organizzato i pensili della cucina? Sono un po' basso, proprio come lei, e un consiglio mi sarebbe utile». Una volta entrati in casa, mente l'anziana gli riempiva un bicchiere d'acqua, l'uomo ha arraffato la borsetta ed è scappato. Un bottino scarso, con pochi soldi e qualche documento.

L'ultima truffa, venerdì 19 alle 19.30 in via Borgo Palazzo, è ancora più particolare: un'anziana di 80 anni è stata fermata sul portone di casa da un uomo che si è finto nuovo inquilino nel condominio. Saliti insieme in ascensore, con la scusa di vedere l'appartamento il truffatore gli è entrato in casa, ma l'80enne non lo ha perso di vista, insospettita dalla curiosità eccessiva dell'uomo. Dopo avergli negato di entrare nelle camere, il finto vicino di casa è stato così invitato cortesemente a uscire, ma sul pianerottolo la nuora dell'anziana, che vive nell'appartamento adiacente, vedendolo uscire dalla casa della suocera e credendolo quindi un conoscente, lo ha fatto entrare nella sua abitazione. Con la stessa scusa, il truffatore ha fatto il giro dell'appartamento e ha rubato il portafogli del marito che era in bagno a fare la doccia. Anche qui un bottino irrisorio: nel portafogli solo la carta d'identità.

Sui tre casi, che potrebbero essere opera di un medesimo attore, sta ora indagando la questura di Bergamo che rinnova il suo appello a non fidarsi degli estranei che tentano con le scuse più varie di entrare in casa.

fa.tinaglia

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