«Le scarpe ai detenuti»
Gli ex atalantini restano scalzi

Via le scarpette bullonate, via i calzettoni. Pizzaballa si priva persino dei suoi magici guanti. Alla fine della partita nel campetto della Casa circondariale di via Gleno, le vecchie glorie dell'Atalanta rimangono scalze.

«Le scarpe ai detenuti» Gli ex atalantini restano scalzi

Via le scarpette bullonate, via i calzettoni. Pizzaballa si priva persino dei suoi magici guanti. Alla fine della partita nel campetto della Casa circondariale di via Gleno, le vecchie glorie dell'Atalanta rimangono scalze. «Ci è venuto naturale lasciare un po' delle nostre cose a chi non ha davvero niente, se non l'entusiasmo per un appuntamento atteso da mesi e mesi, e di cui probabilmente continueranno a parlare per altrettanto tempo» spiega Pierluigi Pizzaballa, il mitico portiere atalantino che dopo una prima partita fatta lo scorso anno con i sindaci della Bergamasca, domenica ha accettato di tornare in via Gleno con il gruppo di ex capitanato tra gli altri da Oscar Magoni e Beppe Savoldi. La partita, molto combattuta, è stata un tour de force: quattro tempi di 15 minuti ciascuno per permettere a tutti i detenuti che si erano preparati di scendere in campo. Alla fine si è conclusa 3 a 2 per gli «Amatori calcio Bergamo».

Ma il vero spettacolo, in questo caso, è stato dopo, quando si sono visti i circa 15 giocatori della «Amatori calcio Bergamo» dirigersi verso gli spogliatoi senza scarpette, nè calzettoni. Un gesto spontaneo, di rispetto e vicinanza. «Hanno sbagliato, certo, altrimenti non si troverebbero lì dentro – prosegue Pizzaballa, che ha donato i suoi guanti al portiere avversario durante la partita ("e poi non ha preso più gol, saranno magici?" scherza) –. Ma è facile starsene fuori e giudicare. È bastata un'ora di buon calcio – e alla mia età, su quel campo così conciato, ho anche rischiato qualcosa – per non farli sentire diversi da noi. Certo, ci vorrebbe più continuità, ma non è facile».

L'incontro di festa e di sport organizzato grazie alla disponibilità della direzione del carcere (era presente il direttore Antonino Porcino) e a cui ha preso parte anche l'associazione Carcere e territorio con la presidente Valentina Lanfranchi, è stato anche l'occasione per una riflessione proposta dalla garante dei detenuti per il Comune di Bergamo, l'avvocato Paola Bianchi Cassina, che fortemente voluto l'incontro di domenica: «Il governo si prepara agli ultimi sei mesi di attività ed il carcere deve essere una priorità assoluta – ha detto al termine dell'incontro –. Per quanto riguarda Bergamo, è in programma a breve un incontro con il sindaco Franco Tentorio per vedere e concordare le azioni che il Comune può intraprendere nei confronti dei problemi del nostro carcere e concordare ulteriori modalità di collaborazione».
P.D.

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