Venerdì 26 Ottobre 2012

Parcheggio della Fara, nuove analisi
Carvico, 80 mila metri cubi sospetti

Gestione non autorizzata di rifiuti, in violazione dell'articolo 256 del Testo unico ambientale, ma anche frode in pubbliche forniture, a danno del Comune di Bergamo e della Bergamo Parcheggi Spa, partecipata per il 32 per cento da Atb.

Sono questi i reati a vario titolo contestati alle cinque persone finite nel registro degli indagati, nell'ambito dell'inchiesta dei pm Franco Bettini e Laura Cocucci, scaturita dagli accertamenti compiuti al cantiere per il parcheggio di via Fara, in Città Alta.

I nomi finiti nel fascicolo sono quelli dell'imprenditore Pierluca Locatelli e di quattro suoi collaboratori, che all'epoca dei fatti rivestivano ruoli nelle aziende del gruppo di Grumello del Monte: Luca Piero Milesi, di Grumello, (come legale rappresentante della Locatelli Lavori Spa), Andrea Fusco, di Costa Mezzate (come legale rappresentante della Locatelli Geometra Gabriele), Giovanni Rocca, di Grumello (come procuratore speciale della Locatelli Geometra Gabriele e della Locatelli Lavori) e Corrado Sora, di Grumello (come procuratore e responsabile tecnico della Locatelli Geometra Gabriele).

L'inchiesta era partita da uno scrupolo, dopo che Pierluca Locatelli era finito sotto indagine con l'accusa di aver smaltito in modo illecito rifiuti sotto il sedime della Brebemi. Si era andati così a esaminare se nei 25 mila metri cubi scaricati a inizio 2009 dalla ditta come argine alla frana di via Fara non si celassero sostanze illecite.

Nel gennaio scorso, durante un sopralluogo dell'Arpa e del Corpo forestale, erano state scoperte tracce di cromo, idrocarburi e arsenico. Le sostanze rientrano nei valori stabiliti per la destinazione a uso commerciale, come è quella di un parcheggio, ma è anche vero che l'opera va a inserirsi in un ex parco faunistico e in un contesto ambientale di pregio.

Ma il parcheggio di via Fara e i 25 mila metri cubi di materiale sospetto sono stati solo il punto di partenza dell'indagine. I pm infatti contestano a tutti gli indagati anche lo smaltimento abusivo di ben 80 mila metri cubi di presunti «rifiuti speciali», provenienti dallo scavo per la realizzazione - in contratto d'appalto con la Provincia di Bergamo - della galleria lungo la variante Villa d'Adda-Carvico, inaugurata nel 2007. Lo stesso scavo da cui risulta provenire il materiale portato da Locatelli alla Fara.

In particolare per fare chiarezza sulla natura del materiale riversato nel cantiere della Fara, i pm Bettini e Cocucci hanno chiesto l'incidente probatorio, in programma il 7 novembre.

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m.sanfilippo

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