Martedì 30 Ottobre 2012

Storie di crisi, dove si risparmia
Tra abiti usati e alimenti scontati

Chi risparmia sulla luce, chi allunga il vino con l'acqua, chi va a cena dai figli. Storie di tutti i giorni che raccontano come, tra tagli e rinunce, si arrivi a fine mese facendo i salti mortali.

Storie che fanno riflettere, soprattutto se raffrontate con le dichiarazioni di alcuni politici alle prese con la «loro» crisi, dagli effetti decisamente contenuti rispetto a quelli con cui deve fare i conti quotidianamente parecchia gente.

«Uno come me cosa deve fare? – si è chiesto ad esempio Raffaele Cattaneo, ex assessore regionale ai Trasporti della Lombardia, dopo aver appreso dei tagli alle Regioni –. Vivo di ciò che mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, ecc, non so come fare».

E ancora più in là si è spinto Mario Tassone, parlamentare Udc arrivato a definire «molto modesto» il vitalizio da 6.800 euro («peraltro lordi») che lo attende a fine mandato, oltre a quello che avrà guadagnato nel frattempo.

«Il mio lavoro di commessa – racconta invece Paola, 43 anni – mi garantisce un'entrata mensile di 800-900 euro». Separata e residente a Bergamo, la donna vive con il figlio ancora minorenne che frequenta una scuola di avviamento professionale. «Quasi la metà del mio stipendio – dice – è destinata all'affitto della casa. Altri 80 euro a settimana li spendo per il mangiare. C'è poi da mettere in conto la benzina per gli spostamenti e le spese di assicurazione e bollo dell'auto. Il risparmio maggiore riesco a farlo sugli alimentari».

Mary è una pensionata, rimasta vedova due anni fa, oggi vive con poco più di 500 euro al mese. La casa è sua ma questo l'aiuta solo in parte. «L'aumento dei prezzi dei generi alimentari – dice – ormai da tempo non mi consente più di invitare, nemmeno a turno, a pranzo o a cena, i miei quattro figli, tutti sposati. Sono loro, anzi, a invitarmi».

Tu come fai? Raccontaci i tuoi sacrifici

Carovita, gli ultimi dati
A Bergamo il carovita intanto si fa sentire. Lo confermano i dati relativi al mese di settembre elaborati dal Comune: il tasso tendenziale (ossia la variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente) dell'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic) si attesta al 3,4%, stabile rispetto ad agosto.

Ma il dato è superiore a quello nazionale (3,2%) e a quello regionale (3%). In controtendenza, invece, il dato paragonato al mese di agosto: -0,6%, mentre nello stesso periodo il dato nazionale risulta stabile e quello regionale in aumento (+0,1%).

r.clemente

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