Mercoledì 31 Ottobre 2012

Non si possono inquinare le prove
Mercadante chiede i «domiciliari»

L'ex funzionario del Comune di Milano, Patrizio Mercadante, finito in carcere lo scorso 8 ottobre nell'ambito dell'inchiesta milanese sui presunti appalti truccati per le «case vacanza», ha chiesto ai giudici del Tribunale del Riesame di essere messo agli arresti domiciliari.

Martedì il ricorso della difesa, rappresentata dall'avvocato Benedetto Maria Bonomo, è stato discusso davanti ai magistrati che si sono riservati di decidere ed emetteranno un provvedimento nei prossimi giorni.

L'inchiesta, coordinata dai pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, ha portato alla luce un «sistema» di «scambi di favori» definito dagli inquirenti una vera e propria «cerchia» di cui avrebbe fatto parte, secondo l'accusa, anche l'ex assessore del Comune di Milano, Mariolina Moioli.

Per la difesa, però, Mercadante non era l'unico funzionario che si occupava della gestione degli appalti e faceva parte di una sola delle tre commissioni competenti in materia. Dunque, sempre secondo il suo legale, Mercadante non poteva avere da solo il potere di turbare le gare d'appalto. E riguardo ai finanziamenti sospetti per milioni di euro da lui concessi e su cui stanno indagando i pm, la difesa ha spiegato che Mercadante aveva regolare potere di firma per concederli.

L'ex funzionario poi, secondo la difesa, non può inquinare le prove, poichè l'inchiesta è tutta basata su prove documentali e già raccolte. I giudici del Riesame nei giorni scorsi hanno confermato il carcere per l'ex manager della Cisl bergamasca, Dario Zambelli, mentre martedì è stato discusso anche il ricorso del segretario generale dell'Istituto dei Ciechi di Milano, Antonio Picheca. Ha rinunciato, invece, al Riesame Giulia Pezzoli, l'ex addetta alla segreteria di Moioli.

a.ceresoli

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