Venerdì 09 Novembre 2012

In autobus con Scarfone (Atb)
Meno auto, più mezzi pubblici

Ripercorrere la storia - almeno degli ultimi cento anni - del trasporto pubblico a Bergamo con un biglietto Atb. Dal mezzo più antico, la funicolare, al più moderno, il tram. È in compagnia di Gianbattista Scarfone, direttore generale Atb Mobilità e amministratore delegato Atb Servizi, che viaggiamo sui mezzi pubblici, dalla prima periferia (saliamo sulla Teb, alla fermata di via Bianzana) fino al cuore storico di Bergamo, Città Alta (utilizzando per la prima parte del tragitto la linea 1 e poi la funicolare). Un viaggio in una città in trasformazione, dove la mobilità deve stare al passo con le esigenze dei cittadini del XXI secolo, sempre più tecnologici. Per questo l'azienda di trasporto pubblico locale investe sulla mobilità integrata.

Gli orari sul telefonino
«Da tempo stiamo lavorando sull'utilizzo delle tecnologie, come il sistema di localizzazione degli autobus – spiega Scarfone –. Al momento stiamo sviluppando degli applicativi ad esempio per il bike sharing, dove la disponibilità del servizio e gli orari saranno sul telefonino. Per andare verso una smart city, si devono integrare una serie di servizi, che già facciamo per il Comune di Bergamo, come il bike sharing, la gestione delle Ztl e della sosta. Diventare smart city non è solo una rincorsa all'upgrade più elevato, ma significa rendere possibile l'informazione a una quota sempre più ampia di persone. In una realtà come questa, dobbiamo da una lato stare al passo, dall'altro garantire una forma di comunicazione tradizionale perché dal punto di vista demografico Bergamo ha una componente anziana in crescita». Ma per cambiare la città è fondamentale la spinta degli amministratori: «Abbiamo contribuito in questi anni a fare in modo che gli amministratori predisponessero dei piani urbani del traffico, in un approccio moderno-europeo, in modo che l'integrazione tra mobilità privata e pubblica diventasse un elemento positivo – spiega Scarfone –. Su questi temi ahimè, l'arretratezza del contesto bergamasco è rappresentato dal fatto che c'è ancora un approccio manicheo. Si deve invece arrivare ad un uso intelligente dell'auto e dei servizi pubblici. E per spingere a usare meno l'auto, il meccanismo è quello del bastone e della carota, da un lato incentivando e qualificando il servizio pubblico, dall'altra limitando l'uso irrazionale dell'auto di cui spesso la nostra città è oggetto».

Scarfone ha bene in mente le strategie vincenti: «La città è matura per provvedimenti di regolamentazione del traffico e la pedonalizzazione di alcune zone che hanno una vocazione turistico culturale – spiega Scarfone –. Nel piano del traffico ci sono alcune ipotesi, come i corridoi e le corsie riservate agli autobus, che si possono approfondire, studiando le soluzioni più appropriate dal punto di vista tecnico. Ma il tema della congestione porta per forza ad una limitazione. Chi gestisce la cosa pubblica deve capire come conciliare gli interessi particolari con gli interessi più generali. È ovvio che con la crisi economica è più complicato prendere certe decisioni». Tornando al core business, il servizio di trasporto pubblico, Atb punta a una qualità del servizio. E non solo dal punto di vista tecnico: «Ogni giorno migliaia di cittadini bergamaschi entrano in contatto con il nostro servizio e la passione per il lavoro che si fa è fondamentale – sottolinea Scarfone –. Insisto molto con i miei collaboratori su questo aspetto. Siamo nell'ordine dei 30 milioni di viaggi all'anno, questo vuol dire che ogni giorno ci sono 40-50 mila persone che utilizzano i nostri servizi. È fondamentale che ci sia qualità e passione, indispensabile per qualsiasi ruolo si ricopra. Fin da ragazzo ho sempre fatto il pendolare e la passione su questi temi può darsi che sia nata in quegli anni, quando chiedevamo che il servizio della linea ferroviaria Bergamo-Brescia migliorasse». E poi ci sono i sogni, come la realizzazione della linea a servizio della valle Brembana, che si scontrano con una crisi che ha colpito fortemente il settore del trasporto pubblico. «La linea T2 è ferma, perché le poche risorse sono state destinate dal Governo alle grandi città – spiega Scarfone –. Noi continuiamo a tenere monitorata la situazione, in modo che appena si apre una nuova fase della finanza pubblica, siamo pronti con il progetto».

Diana Noris

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