Lunedì 12 Novembre 2012

Dal pane all'antiquariato
E' il festival del ribasso

Dalle panetterie ai negozi di abbigliamento, dagli antiquari ai parrucchieri, le vendite promozionali impazzano. Si fanno tutto l'anno e riguardano merce di ogni tipo. Basta fare due passi per le vie del centro di Bergamo per averne conferma. E si scopre che abbassare i prezzi oggi non è più sufficiente, prova ne sono i tanti negozianti che per ingolosire i clienti sfoderano impensate doti creative. Se si mira all'acquirente straniero, l'inglese è d'obbligo.

In via XX Settembre Carpisa propone una «special week», borse scontate del 30% per un'intera settimana; mentre Kappa, in via Sant'Alessandro, ci prova con l'«happy day», un giorno felice per il consumatore, che ha l'opportunità di portarsi a casa capi di abbigliamento scontati al 50%. Palma d'oro del marketing a The Bridge, negozio di pelletteria a due passi da piazza Pontida, che dall'estate scorsa propone a chi compra due articoli uno sconto del 25% sul meno caro e per chi ne compra tre un ribasso del 50% per il pezzo più economico.

In via Garibaldi i fratelli Oreni, terza generazione di panettieri, hanno scelto «una politica promozionale aggressiva per sopravvivere alla crisi e alla concorrenza dei supermercati». E allora via con il pane a 2,50 euro al chilo, «nonostante l'aumento della farina», con le brioche in omaggio (paghi quattro e prendi cinque) e con la promozione «trancio di pizza più bibita» per gli studenti delle scuole del quartiere. Dalla michetta al mobile antico il passo è breve. Dopo 60 anni di attività l'antiquario Gianni Crotti chiude Ars Antiqua, in via Borfuro, con una vendita promozionale che prevede sconti dal 20 al 30%.

Anche lo storico negozio di abbigliamento Mem, in via San'Orsola, fa sconti sino al 60% ma per affrontare la crisi prendendola di petto. «Non lasciamo, anzi, vorremmo ammodernare il negozio e per questo svendiamo tutto» spiegano i soci Macconi e Mazzoleni, da trent'anni sulla piazza. Questo boom delle vendite promozionali non entusiasma i rappresentanti dei commercianti né quelli dei consumatori. «Il ricorso alle vendite promozionali ha subito un'accelerazione dallo scorso autunno – commenta Oscar Fusini, vicedirettore di Ascom –. La merce scontata tutto l'anno è il segnale dei tempi, stiamo vivendo il periodo più difficile dal dopoguerra ad oggi e in questi mesi la sopravvivenza di tanti piccoli esercizi è a rischio. Gli stranieri restano l'unico versante positivo sul lato delle vendite. Chi viene in Italia compra e questo è un bene per il centro città ma resta la fiacca complessiva».

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e.roncalli

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