Il degrado del Centro Servizi
In campo anche i parlamentari

Tornare all'attacco, in pressing sul Centro Servizi di Bergamo. Perché solo così c'è qualche speranza di spuntarla. E anche se la strada è in salita, i parlamentari bergamaschi ci proveranno lo stesso.

Il degrado del Centro Servizi In campo anche i parlamentari

Come per Sant'Agata. La strategia è la stessa. Tornare all'attacco, in pressing. Perché solo così c'è qualche speranza di spuntarla. E anche se la strada – con una società (Fintecna) al posto del Demanio – forse è ancora più in salita, loro, i parlamentari bergamaschi, ci proveranno lo stesso. Della questione, il Centro Servizi di Bergamo, si erano già occupati a suo tempo, ma dopo il reportage del nostro giornale, non si sono tirati indietro.

«Cosa si può fare per la vicenda di Bergamo? Semplice – esordisce Gregorio Fontana deputato del Pdl che negli anni scorsi si era speso in più occasioni proprio sulla cessione di Sant'Agata al Comune –: bisognerà fare pressione sui vertici di Fintecna perché trovino un acquirente per il Centro servizi. Chiederò subito un incontro con l'amministratore delegato affinché – come era avvenuto per l'ex carcere in Città alta – si individui una strada percorribile. Anche il Centro servizi deve trovare una sua soluzione; chiaramente il discorso della cartolarizzazione rende tutto più difficile, perché stiamo parlando di una collocazione sul libero mercato, ma faremo il possibile affinché si arrivi a un risultato positivo».

«Se c'è una carta da giocare – sottolinea Antonio Misiani, rappresentante bergamasco del Pd alla Camera – sta nelle mani dell'amministrazione locale. Dovrebbe essere il Comune a convocare attorno allo stesso tavolo Percassi e Fintecna affinché si trovi una soluzione». «Da parte mia – prosegue il deputato – c'è la massima disponibilità a collaborare affinché si ponga fine a una vicenda che grida vendetta. Atti parlamentari formalizzati non ce ne sono, ma in passato l'avevo già seguita finché negli anni scorsi non si era arrivati alla famosa cartolarizzazione e, nel 2011, all'ipotesi di cessione al gruppo Percassi. Auspicavamo tutti una soluzione positiva. Mi auguro che ci sia margine per recuperare».

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