Martedì 20 Novembre 2012

Ospedali e soldi Asl, due indagati
Sono gli ex dg Rossattini e Rocchi

Non è solo un contenzioso economico tra Asl e ospedali. Gli otto milioni di euro che l'Azienda sanitaria locale di Bergamo reclama da dieci strutture ospedaliere sono anche materia di un'indagine penale. In Procura risulta aperta un'inchiesta per abuso d'ufficio che vede indagati i due manager alternatisi alla direzione generale di via Gallicciolli nel periodo contestato: Stefano Rossattini, 69 anni, che aveva guidato l'Asl dal 1998 al 2002 e Silvio Rocchi, 65, subentratogli dal 1° gennaio 2003 (le verifiche riguardano solo il primo anno della sua gestione).

A entrambi è contestato l'omesso inserimento nel bilancio, di cui erano i firmatari, di parte dei crediti che l'Azienda sanitaria vantava nei confronti di ospedali pubblici e cliniche private. Il pm Giancarlo Mancusi e i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bergamo sono al lavoro dalla primavera scorsa per accertare se sussista il reato, se le eventuali responsabilità siano da addebitare ai due indagati o ad altre figure che non compaiono per ora nel registro a modello 21, e per quali motivi queste cifre siano state «dimenticate».

Errore materiale dovuto a sviste? Difficile crederlo, dal momento che, per l'accusa, si sarebbe ripetuto per sei anni. Allora, uno stratagemma per dirottare il denaro in qualche tasca? Già, ma se anche fosse, a chi sarebbe finito questo tesoretto fantasma? Di strani passaggi di soldi non è stato per ora trovato indizio. C'è da dire, tra l'altro, che i reati sono già prescritti. E allora perché gli investigatori si incaponiscono su carte che difficilmente potranno poi utilizzare a processo?

Perché teoricamente gli eventuali imputati potrebbero sempre rinunciare alla prescrizione per essere giudicati nel merito. E poi perché da piazza Dante è già partita una segnalazione alla Corte dei conti, che può godere di tempi più dilatati. Il sistema che si sta analizzando è quello delle contestazioni sui pagamenti per ricoveri e interventi. In parole povere, l'Asl anticipava a ospedali e cliniche le somme in base a una stima.

Ogni trimestre si faceva poi un conteggio della differenza tra le prestazioni preventivate e quelle realmente erogate. Calcolo su cui influivano anche le incongruenze tra il livello dei servizi prestati e la relativa spesa. I numeri a fine anno finivano in un saldo, in base al quale l'Asl poteva figurare a credito o a debito. Bene, chi indaga sostiene che, dal '98 al 2003, di una differenza positiva pari a 6 milioni e 632 mila euro (diventati 8 milioni e passa con gli interessi) non ci sarebbe traccia nei bilanci dell'Asl.

«Sono indagato? Casco dal mondo delle nuvole e prendo atto che, come spesso accade, è la stampa a venirlo a sapere prima del diretto interessato». Stefano Rossattini alle 20 di ieri, al telefono, dava davvero l'impressione di non sapere nulla, nemmeno della vicenda. «Quello che posso dirle - spiega - è che non riesco a ricordarmi se ho firmato o no le transazioni. Il bilancio, è vero, lo firmavo io, ma materialmente era approntato dai miei sottoposti, a cominciare dal direttore amministrativo. Io mi concentravo sulle cifre importanti e sui problemi che mi segnalavano».

Silvio Rocchi all'inizio vira al sarcastico: «Sono indagato? Ma che bello!». Poi si difende nel merito: «Non avevo alcun interesse a far sparire soldi dal bilancio dell'ente che dirigevo».

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m.sanfilippo

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