Mercoledì 21 Novembre 2012

«Giù le mani dall'acquedotto»
Serina respinge Uniacque

«Finché sarò io a guidare questa Amministrazione comunale, Serina non affiderà la gestione del servizio idrico a Uniacque. Non voglio passare come il sindaco che ha regalato l'acquedotto ad altri». Il primo cittadino leghista Michele Villarboito è categorico e non lascia spazio a molte alternative.

Lo spunto è un'interrogazione scritta (da discutere nel prossimo Consiglio comunale) presentata dal consigliere di minoranza di «Comune e Comunità» Andrea Tiraboschi che chiede quali siano le intenzioni del Comune rispetto al futuro del proprio sistema idrico integrato. «Il paese dispone di 22 sorgenti – spiega il sindaco Villarboito (il suo mandato è in scadenza in primavera e, a Serina, non potrà ricandidarsi come sindaco) – e di un sistema idrico integrato che funziona bene, frutto della lungimiranza e di notevoli investimenti fatti in passato ma anche da noi. Un patrimonio importantissimo che vogliamo mantenere nostro. Perché mai dovremmo affidarlo in gestione a un società che, ci risulta, sia in difficoltà economiche? Vorremmo veramente capire quali sarebbero i vantaggi».

«Quali garanzie di mantenere un servizio efficiente ci dà – prosegue il sindaco di Serina – vista la situazione che attraversa la società di gestione? E oggi Serina ha tariffe più basse di quelle di Uniacque. Perdipiù noi dovremmo cedere l'intero servizio idrico alla società senza un euro in cambio, visto anche che non abbiamo mutui in essere per opere sugli impianti e quindi Uniacque non dovrebbe accollarsi nessun onere regresso».

«Serina è Comune socio di Uniacque – prosegue il primo cittadino – ma questo non ci costringe, per ora, a cedere l'acquedotto. La legge ci obbliga ad aderire solo entro il 1° gennaio 2015. Siccome, ora, le nostre tariffe sono più basse di quelle di Uniacque, eventualmente, ci sarà purtroppo un conguaglio sulle bollette pagate dal 1° gennaio 2007 (data, da cui, solo formalmente, per legge, il servizio è stato affidato a Uniacque, ndr)». In pratica l'utente potrebbe trovarsi in bolletta tutte le differenze in eccesso non pagate in questi anni.

Leggi di più su L'Eco di Bergamo in edicola

e.roncalli

© riproduzione riservata