Martedì 01 Gennaio 2013

Quattro trapianti e due donazioni
Il Papa Giovanni chiude così il 2012

Quattro trapianti e due donazioni in 38 ore. È questo il bilancio che chiude l'anno del Papa Giovanni XXIII di Bergamo, a due settimane dal trasloco dei degenti, una serie positiva aperta il 30 dicembre alle 9,30 con l'équipe di Michele Colledan impegnata a trapiantare di fegato un bimbo di soli otto mesi e conclusasi alle 23,40 del 31 sempre con un trapianto di fegato, eseguito da Alessandro Lucianetti.

Dalle 21 del 30 dicembre Amedeo Terzi, responsabile del Centro trapianti di cuore, ha operato un uomo di 59 anni, già sottoposto in passato a by pass. «Il paziente era in lista da aprile per una cardiopatia ischemica in progressivo peggioramento. Tutto si è svolto senza complicazioni e ora l'uomo si trova ricoverato in Terapia intensiva». In sala con Terzi i cardiochirurghi Francesco Innocente (che ha eseguito anche il prelievo) e Federici, gli anestesisti Angelo Vavassori e Ciatti, Ana Horackova, Silvia Barachetti, Guglielma Spirito e la perfusionista Silvana Crisci.

In mattinata il chirurgo Francesco Lacanna e la sua équipe hanno eseguito un trapianto di rene, mentre l'ultimo trapianto del 2012 per il Papa Giovanni ha visto impegnato Alessandro Lucianetti, responsabile della Chirurgia toracica con Domenico Pinelli, e per il prelievo Alessandro Aluffi e Paolo Bertoli. Il paziente, un quarantenne affetto da neoplasia epatica, ha ricevuto l'organo da un donatore proveniente da fuori provincia. Il 30 dicembre si è registrata anche la prima donazione di organi e tessuti.

L'uomo, un 62nne deceduto in seguito a emorragia cerebrale, era iscritto all'Aido, così i medici hanno dato seguito al suo desiderio di donare. Poche ore dopo, nella giornata del 31, si è registrata una seconda donazione, grazie all'atto di generosità di un uomo di 65 anni, anch'egli deceduto per emorragia cerebrale, la cui volontà di donare è stata confermata dalla moglie. Soddisfatto il coordinatore al prelievo e trapianto del Papa Giovanni, Mariangelo Cossolini: «La professionalità del nostro centro e la capacità di lavorare in sinergia fra tutti gli attori della rete trapianti è stata confermata anche nella nuova struttura. Eravamo pronti e siamo contenti di non aver sprecato l'opportunità venuta dalla grande generosità dei donatori, soprattutto perché sappiamo che senza di loro non avremmo potuto offrire una seconda possibilità a tante persone, anche fuori dalla nostra provincia».

fa.tinaglia

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