Sabato 12 Gennaio 2013

San Paolo d'A., tangenti sui cartelli
Chiesti tre anni per il cantoniere

Era stato arrestato nel luglio scorso per concussione e millantato credito. Per Raffaele Polimeno, 58 anni, residente a Mazzano (Brescia), ex capo della casa cantoniera dell'Anas di San Paolo d'Argon, ieri nel processo in abbreviato il pm Fabrizio Gaverini ha chiesto una condanna a tre anni. Gli avvocati Alessandro Bertoli e Alberto Scapaticci del foro di Brescia, hanno invece invocato l'assoluzione per entrambi i reati perché il fatto non sussiste.

Nello studio dei legali, nei mesi scorsi, è arrivato un documento in favore di Polimeno, in cui il dipendente Anas viene descritto come impeccabile nel suo comportamento al lavoro, firmato da un centinaio di persone. Si tratta di conoscenti e di titolari di negozi e locali lungo la statale del Tonale che hanno avuto rapporti lavorativi con Polimeno.

I difensori hanno però preferito non includere nella memoria difensiva il documento, scegliendo - elegantemente - di difendersi in modo più tecnico. Secondo l'accusa il dipendente Anas, che è tuttora sospeso dal servizio e nei cui confronti è cessata ogni misura cautelare (era inizialmente agli arresti domiciliari), avrebbe indotto alcuni imprenditori ed esercenti a consegnargli denaro «affinché gli stessi potessero installare cartelli o insegne pubblicitarie lungo la strada, o per soprassedere a eventuali contestazioni in caso di affissioni abusive».

L'indagine era partita nell'ottobre 2011 dopo la denuncia di un marocchino che affermava di aver conosciuto Polimeno in un bar e che questi, vantando amicizie alla Motorizzazione Civile, s'era detto disposto ad aiutarlo a superare l'esame di teoria per il conseguimento della patente, dietro compenso - è l'accusa - di 800 euro. Di qui la contestazione di millantato credito. Ne era scaturita l'indagine del pm Gaverini: tramite intercettazioni telefoniche era emersa la presunta concussione. Quattro gli episodi contestati, fra il 2009 e il luglio 2012, nei confronti di un edicolante di Luzzana, di un barista di Endine, del titolare di una ditta di cartellonistica e del proprietario di una quarta azienda. Per gli inquirenti, l'addetto dell'Anas avrebbe preteso fra i 200 e i 500 euro per volta, incassando in totale circa 2 mila euro.

e.roncalli

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