Sabato 19 Gennaio 2013

Dare del gay non è offensivo
Chiesta archiviazione per la Ferilli

Insinuare che una persona è gay, naturalmente con i dovuti modi e toni, non è diffamazione, perché ormai «nel comune sentire» questa affermazione «non è più idonea a offendere il prestigio». È il ragionamento che ha portato il pm di Bergamo Gianluigi Dettori a chiedere l'archiviazione per l'attrice Sabrina Ferilli, accusata di aver fatto intendere che il collega Francesco Testi avesse una relazione con il suo produttore.

La vicenda parte da un gossip pubblicato dal settimanale «Oggi», che viene stampato nella Bergamasca. In copertina ci sono la Ferilli e Testi ripresi in tenere effusioni. Esiste una liaison tra i due?, butta lì il rotocalco. Testi non smentisce, fa intendere. L'attrice romana, infastidita dalle immagini e dal comportamento dell'attore, la prende male e all'Ansa dichiara: «Le foto sono di un set e ciò verrà dimostrato. Smentisco di aver mai avuto e mai potrei avere rapporti intimi di qualsiasi genere e natura con Francesco Testi, attore della fiction "Baciamo le mani", prodotta dalla scuderia Tarallo di cui Testi fa parte e a cui è legato da profondi rapporti».

L'uscita non va giù a Testi, che presenta querela per diffamazione a mezzo stampa e produce un centinaio di sms, grazie ai quali - secondo la sua versione - si dimostrerebbe che tra lui e l'attrice c'era davvero del tenero. Altro che relazioni omosessuali, s'infervora l'attore.

Ma è reato insinuare che uno è gay? Se lo chiede il pm Dettori, giungendo alla conclusione che, essendo i costumi cambiati, l'omosessualità «non è più oggetto di riprovazione». Quanto alla privacy che Testi vorrebbe violata, il pm Dettori sottolinea - sentenza della Cassazione alla mano - che, essendo i due personaggi in questione legati al mondo dello spettacolo, non possono poi venirsi a lamentare se della propria vita si fa spettacolo.

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m.sanfilippo

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