Mercoledì 23 Gennaio 2013

Dopo la mobilità, l'urbanistica
L'EcoLab prosegue l'avventura

Dopo la mobilità, l'urbanistica: l'Eco Lab prosegue nella sua avventura. Da lunedì 4 febbraio il nuovo tema sarà in rete: se ne potrà discutere nel blog de L'Eco Lab, dove Nando Pagnoncelli e Ipsos lanceranno le loro (anche provocatorie) riflessioni in materia.

Un modo per aprire al dibattito, che proseguirà per tutto il mese di febbraio. Un nuovo contributo a questo percorso di riflessione e confronto cominciato lo scorso ottobre: un anno di lavoro per scrivere insieme un'agenda da proporre ai candidati alle prossime elezioni amministrative.

E non solo, perché L'Eco di Bergamo farà propria una delle proposte che emergeranno in questa lunga avventura, e contribuirà materialmente alla sua realizzazione.

Le previsioni urbanistiche
Ma torniamo al nuovo tema, tanto centrale quanto delicato. L'abbiamo sintetizzato con l'urbanistica, ma in realtà il concetto è molto più ampio e articolato. E ben rappresentato da quel «la città che cambia» che rappresenta il fil rouge di questo secondo modulo di lavoro.
E qui bisogna partire da una domanda: come cambia la città? Visivamente lo si percepisce con i nuovi insediamenti abitativi, spesso discussi per il loro impatto e per il consumo di suolo. Il Piano di governo del territorio, adottato dalla Giunta Bruni e successivamente approvato (con qualche modifica) da quella Tentorio stabilisce le linee guida per il futuro sviluppo della città. Ma come tutti gli strumenti urbanistici, rischia di rivelarsi un mero esercizio previsionale, con scarsa aderenza alla realtà delle cose.

I Comuni dell'hinterland
Lo testimoniano anche le recenti dinamiche socio demografiche di Bergamo, che solo da qualche anno ha frenato l'emorragia di abitanti a favore dei comuni dell'hinterland. Realtà che sono cresciute in doppia cifra, arrivando a diventare quasi parte integrante del capoluogo, pur mantenendo le proprie prerogative amministrative. In alcuni contesti europei staremmo parlando di New Town, asettiche realtà dove la gente va a dormire: nella Bergamasca, invece abbiamo a che fare con comunità vive e pulsanti, il cui sviluppo disegna necessariamente nuovi rapporti con il capoluogo.

È il caso dell'esplosione demografica, conseguenza dell'aumento dei pesi insediativi: un incrocio di fattori che ha portato ad una sorta di capoluogo diffuso di 300 mila abitanti abbondanti. Con tutte le conseguenze del caso in termini di servizi e tributi, soprattutto per Bergamo. Ma in questo mese di lavoro parleremo anche degli spazi della città da ripensare, dei grandi contenitori vuoti (caserme, edifici storici e non) in cerca di contenuto, di un progetto finalmente concreto e realistico per quella città nella città che è l'area di Porta Sud, nello scalo merci. Tutto per pensare insieme ai bergamaschi la città del domani.

a.ceresoli

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