Mercoledì 20 Febbraio 2013

Muore un camionista di Azzano
10 anni fa il fratello morì in moto

Un camionista di Azzano San Paolo ha perso la vita martedì pomeriggio in un tragico incidente stradale alla periferia di Padova. La vittima dello scontro è Aldo Azzolari, 45 anni, dell'omonima ditta di autotrasporti che ha sede sulla statale Cremasca.

Il dramma si è consumato verso le 14,30 lungo la tangenziale nord, nella frazione di Pontevigodarzere, nei pressi di Limena. Andrei Mereuta, ventunenne romeno, ha avuto dei problemi meccanici al suo furgone Renault Master - con il quale stava trasportando delle scale - e ha accostato nella corsia di emergenza scendendo per accertarsi della natura del guasto. Nel frattempo, da Vigonza in direzione Limena è sopraggiunto il tir Iveco Magirus condotto da Azzolari, carico di bottiglie d'acqua in plastica.

Secondo alcuni testimoni, un centinaio di metri prima della collisione il pesante automezzo ha cominciato a sbandare, e sull'asfalto sono rimaste le tracce evidenti di una lunga frenata. L'autotrasportatore ha tentato di rimettere in carreggiata il veicolo senza riuscirci: alla fine l'autotreno ha colpito con la parte anteriore destra il furgone, quindi si è rovesciato ed è finito nella scarpata sottostante. Una volta lanciato l'allarme si è alzato in volo un equipaggio dell'elisoccorso e sulla tangenziale sono giunti i vigili del fuoco e il personale medico del Suem. Ma è risultato inutile ogni tentativo di strappare alla morte Azzolari, che è deceduto sul colpo.

Gravi sono risultate anche le condizioni del romeno: trasportato con l'elicottero all'ospedale di Padova, è stato ricoverato in prognosi riservata. Quanti sono sopraggiunti sul posto hanno assistito a una scena drammatica: la cabina del camion accartocciata su se stessa e sull'asfalto un numero incredibile di bottiglie d'acqua minerale. Il traffico sulla tangenziale è rimasto bloccato fino a tarda sera. Gli agenti della polizia stradale stanno cercando di ricostruire la dinamica dell'incidente.

Il vero nodo da sciogliere è stabilire cosa sia accaduto nella cabina del camion di Azzolari poco prima dello schianto. Per il momento sembra escluso che il guidatore procedesse a velocità eccessiva: si avanzano ipotesi come un improvviso malore, un colpo di sonno o una semplice distrazione che è risultata fatale.

Aldo Azzolari risiedeva in via Tevere 6 ad Azzano San Paolo, in un appartamento sullo stesso pianerottolo di quello della madre Gabriella. Coniugato e padre di due ragazzi, Stefano di 21 anni e Luca di 16, qualche tempo fa si era separato dalla moglie. Oltre alla mamma, la sua scomparsa ha lasciato nel dolore i fratelli Alberto e Paolo.

Un terzo fratello, Luciano, socio di Aldo nella ditta di autotrasporti, era morto nel marzo del 2003, anch'egli vittima di un incidente stradale - all'età di 26 anni - nei pressi della chiesa di San Paolo ad Azzano, in sella alla sua Yamaha.

Dopo aver pranzato con i parenti era salito sulla sua moto, una Yamaha di grossa cilindrata, per dirigersi verso via Roma, strada a senso unico che sbocca in piazza Piacentini: a metà della strada, tuttavia, il tragico schianto contro un edificio. Nel 2010, invece, era mancato il padre Sergio.

fa.tinaglia

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