Venerdì 22 Febbraio 2013

Villaggio degli Sposi assediato
Ceci pensa alla sosta breve

La vita dei quartieri che circondano il Papa Giovanni XXIII è radicalmente cambiata da quando il nuovo ospedale ha iniziato a lavorare a pieno regime. A farne le spese sono i residenti che fino a questo momento si erano goduti giornate piuttosto tranquille in una zona periferica della città: posti auto sempre disponibili, poco traffico, pochi rumori.

Ma da un mese circa a questa parte i residenti hanno dovuto ridisegnare la tabella di marcia quotidiana per evitare di arrivare tardi a scuola o al lavoro. Nei quartieri di Loreto, San Paolo e Longuelo l'atmosfera è ancora tranquilla, così come per i comuni più prossimi all'ospedale Treviolo e Lallio: traffico più sostenuto ma situazione sostenibile, anche a detta degli stessi residenti.

Il quartiere che ha risentito maggiormente di questo ribaltone è il Villaggio degli Sposi, forse perché è quello dove gli spazi per i parcheggi sono minori e le strade sono più strette. I residenti non ne possono già più, nonostante siano passati meno di sessanta giorni.

I problemi maggiori si riscontrano nella zona tra la chiesa parrocchiale di via Cantù e la Trucca, passando per le vie Cavalli, Galmozzi, Promessi Sposi e S. Ambrogio; qui la situazione è disastrosa con parcheggi e marciapiedi presi d'assalto e auto posteggiate nelle zone più improbabili.

Il Comune di Bergamo ha già raccolto le proteste che arrivano dal Villaggio degli Sposi e sta cercando di mediare con tutte le società che hanno a che fare con la gestione dell'ospedale per trovare soluzioni che favoriscano utenti e cittadini.

L'assessore alla Mobilità, Gianfranco Ceci: «Abbiamo raccolto le lamentele dei residenti del Villaggio e stiamo studiando soluzioni efficaci. Inseriremo zone di parcheggio a sosta limitata, in modo che ci sia una rotazione maggiore di auto e tutti possano usufruire delle aree, residenti compresi. Non possiamo invece inserire parcheggi solo per i residenti: siamo in zone periferiche, quindi non soggette a provvedimenti di questo tipo».

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m.sanfilippo

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