Lunedì 04 Marzo 2013

L'ultima nata è la «zupperia»
Moglie in cucina, marito «pony»

È l'ultima arrivata, sta appena dietro la piazza, discreta come discreta è una zuppa. Accogliente, confortante. La prima «zupperia» di Bergamo si trova all'imbocco del vicolo dei Dottori, in locali storici, antichi. L'hanno aperta un marito e una moglie che hanno deciso di cambiare vita. La moglie, Simona, cucina, il marito, Nereo, tiene i conti, affronta la logistica, si appresta a fare il «pony zuppa». E poi c'è Paola, amica di famiglia, a dare una mano.

Spiega Nereo Bacci: «Abbiamo aperto questa attività pensando soprattutto al servizio di asporto. Ma è possibile gustarsi una zuppa anche nel locale». Nereo Bacci e Simona («Sigi» è il suo soprannome) con l'amica Paola Crippa hanno voluto arredare il locale in maniera pulita, minimale. Spiega Nereo Bacci: «Per noi è una scelta importante, è un lavoro nuovo, un salto verso un tipo di vita che si basa su nostre passioni e capacità. Quella della buona cucina, per esempio. Dell'efficienza del servizio. Abbiamo trovato questo luogo, che è suggestivo, adatto. Offriamo le zuppe che prepara mia moglie Sigi nel laboratorio che abbiamo a Chiuduno. Decine di zuppe, di tanti tipi. Zuppe e torte salate. Preparate in modo attento, con riguardo alla qualità dei prodotti. Abbiamo pensato soprattutto all'asporto, abbiamo pensato che le zuppe andranno dai clienti, non tanto il contrario. Ma chi viene a mangiarsi la zuppa nei nostri locali è comunque il benvenuto».

Si va dalla vellutata di zucca alla zuppa di lenticchie, a quella di farro, alla ribolllita, alla classica zuppa di cipolle... Le zuppe sono confezionate in dosi da 400 grammi ciascuna, costano cinque euro e cinquanta centesimi. La zupperia apre alle 10 e chiude alle 14,30, riapre alle 18 e chiude alle 21. È previsto il servizio di «pony zuppa» a domicilio. Nereo, Simona e Paola sono gli ultimi arrivati di questa famiglia di ristoratori che ha preso alloggio in Piazza Pontida.

Dice Nereo: «Speriamo di potere dare anche noi un contributo alla nuova vivacità della piazza, alla sua animazione».

a.ceresoli

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