Venerdì 08 Marzo 2013

Nitrati, va meglio in Lombardia
In Regione 1.377 posizioni aperte

C'è tempo fino al 15 marzo per chiudere la comunicazione nitrati relativa al 2013. Secondo i dati inseriti nel sistema informativo regionale, a fronte di moltissime comunicazioni già perfezionate ne rimangono 1.377 ancora da chiudere.

Le prime elaborazioni sui dati delle comunicazioni presentate nel biennio 2012/2013 evidenziano un miglioramento complessivo della conformità delle aziende ai parametri della direttiva nitrati. Oltre 11.000 aziende sono risultate conformi agli stoccaggi liquidi e solidi, mentre 9.500 aziende sono conformi ai limiti fissati dalla normativa comunitaria per lo spandimento di azoto sui coltivi.

CON DEROGA SI RIENTRA IN PARAMETRI UE
Per quanto riguarda l'applicazione della deroga nitrati, al secondo anno di attuazione, sono 142 le aziende che hanno riconfermato la richiesta già presentata nel 2012, a fronte di 43 nuove domande.

In totale sono 185 le aziende agricole che attraverso il meccanismo della deroga potranno rientrare nei parametri della severa direttiva europea che tutela le acque degli inquinamenti da nitrati.

CALATE LE DOMANDE
"Rispetto al suo primo anno di attuazione - spiega l'assessore all'agricoltura Giuseppe Elias - abbiamo registrato un calo fisiologico delle domande di deroga, dovuto in parte alle difficoltà legate al rodaggio del nuovo sistema informativo, in parte a scelte aziendali che hanno privilegiato una soluzione strutturale al problema dell'eccesso di azoto, come gli impianti di trattamento". 

"La deroga - prosegue Elias - non risolve il problema nitrati, ma è comunque un'opportunità che vale la pena sfruttare. Aderire alla deroga significa sottoporsi ad uno specifico sistema di controlli, ma a conti fatti, e oggi possiamo portare i casi concreti delle aziende che ne hanno fatto buon uso, la deroga porta anche risparmi, in termini di minore dipendenza dagli affitti di terreni per gli spandimenti e di costi per il trasporto degli effluenti".

LA DEROGA
E' stata concessa dalla Commissione europea per la prima volta all'Italia il 3 novembre 2011 con riguardo alle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto, consente alle aziende ubicate nelle zone vulnerabili ai nitrati del bacino padano veneto di innalzare da 170 a 250 kg per ettaro l'anno il limite di spandimento fissato dalla Direttiva comunitaria Nitrati, con modalità che garantiscono la massima sostenibilità ambientale.

GOVERNO INADEMPIENTE
"Malgrado le nostre insistenze - conclude Elias - il Governo non è riuscito ad emanare il decreto che avrebbe permesso di considerare nitrati non organici le matrici provenienti dai digestori anaerobi che trasformano i reflui zootecnici in energia. Questo obiettivo potrebbe risolvere in maniera strutturale la gestione dei nitrati nella nostra regione; sarà la prima richiesta da presentare al nuovo Governo".

Per maggiori informazioni si rinvia al sito dell'assessorato all'agricoltura www.agricoltura.regione.lombardia.it

r.clemente

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