Venerdì 15 Marzo 2013

«Gli diceva: dammi i soldi
Poi lo uccise con il machete»

«Telini diceva che i soldi dal Barcella se li sarebbe fatti dare, e che in caso contrario gli avrebbe dato quattro bastonate sulla testa e lo avrebbe gettato nel baule della macchina». Queste parole, in un certo senso profetiche, le pronunciò davanti agli inquirenti uno dei tanti soggetti truffati da Santo Barcella, il settantenne di Clusone sparito a novembre 2010, trovato sgozzato e chiuso in un sacco nei boschi di Valpiana, a Gandino, nel marzo 2011.

«Barcella non morirà nel suo letto, gira troppo, dunque non morirà nel suo letto», diceva un altro truffato. Quello di Barcella appare quasi un delitto annunciato, a scorrere le testimonianze riportate nelle 107 pagine della sentenza di condanna in primo grado pronunciata dal gup Bianca Maria Bianchi: 16 anni e 8 mesi per il quarantacinquenne Geremia Telini, di Gorno, assistito dall'avvocato Enrico Mastropietro, e 8 anni e 8 mesi per il quarantunenne Roberto Poletti, anche lui gornese, assistito dall'avvocato Riccardo Tropea.

Le indagini coordinate dal pm Carmen Pugliese avevano fatto finire a processo Telini, Poletti, e il kosovaro Benim Ponik, di Gazzaniga. Mentre Telini cambiò versione dei fatti per ben quattro volte, Poletti sin dall'inizio non aveva negato la sua presenza sul luogo del delitto. Anche per questo è il suo racconto quello ritenuto più credibile. Per gli inquirenti Telini organizzò una spedizione punitiva contro Barcella, che gli doveva 15 mila euro, e si portò Poletti, per avere manforte.

Ecco come Poletti ricostruì agli inquirenti le concitate fasi dell'omicidio: «Telini diceva a Barcella: "Non mi hai più dato quei soldi!" e lui rispondeva "Ti ho detto che te li davo, prima però aspetta che finisca le mie cose", "No, mi hai preso per il culo, sei un bastardo"».

«...Poi lui (Telini, ndr) apre il portellone della macchina» e tira fuori «un machete» prosegue Poletti «io mi allontano, lui gira Barcella su un fianco e gli dà un colpo secco». Il medico legale stabilirà che la causa della morte è la recisione della carotide.

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m.sanfilippo

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