Martedì 19 Marzo 2013

«Sarà il parroco del mondo»
De Giorgi racconta Papa Francesco

Dall'inviato
Emanuele Roncalli
Le difficoltà non sono mancate mai nella Chiesa, fin da quando è sorta, e in certi periodi storici sono state molto più gravi e minacciose di quelle di oggi, amplificate per giunta dai massmedia». Rompe il silenzio il cardinale Salvatore De Giorgi.

L'arcivescovo emerito di Palermo è uno dei «porporati detective» che hanno indagato sullo scandalo Vatileaks. Con lo slovacco Josef Tomko e lo spagnolo Julian Herranz, ha steso il dossier top secret, la Relationem, due grossi tomi zeppi di nomi, interrogatori, messi sottochiave nella cassaforte papale.

Solo Papa Francesco potrà - al momento - conoscere il contenuto dell'indagine, simbolo della «purificazione» raztingeriana. Il cardinale De Giorgi parla ora per la prima volta. Mantiene rigore e segretezza. Il suo pensiero è rivolto al nuovo pontefice, alle sfide che lo aspettano. Lo abbiamo intervistato.

Eminenza, durante le Congreazioni lei ha parlato con il cardinale Bergoglio?
«Ho avuto la gioia e la grazia di stare seduto vicino a lui. Ne ho percepito la sua profonda spiritualità, la ricca preparazione culturale di docente, la capacità di guida superiore dei gesuiti argentini, l'estesa esperienza pastorale di parroco e di vescovo, e soprattutto la sua semplicità, espressione evidente di quella grande umiltà che caratterizza gli uomini grandi».

Che Papa sarà?
«Ne sono certo: sarà un grande Papa, dal forte afflato pastorale, come il parroco del mondo, amato dai credenti e stimato da non credenti».

Tanti lo accostano a Giovanni XXIII, il Papa bergamasco.
«Appare così anche a me. Non solo per l'amore a Cristo, a Maria, alla Chiesa,che traspare evidente, caldo e appassionato nelle parole del nuovo Papa. Ma anche per la serenità del suo volto, l'affabilità del suo tratto, il sorriso accogliente, simile a quello di un padre, l'incisività dei suoi messaggi, anche e soprattutto quando parla a braccio».

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m.sanfilippo

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