Educare al rispetto nelle scuole
Minuti: antidoto alla violenza

Si chiama «Educare al rispetto come antidoto alla violenza» il progetto pilota avviato dall'assessorato all'Istruzione e dal Consiglio delle donne, per l'anno scolastico 2012-2013 che intende coinvolgere gli alunni degli Istituti Comprensivi di Bergamo.

Si chiama «Educare al rispetto come antidoto alla violenza» il progetto pilota avviato dall'assessorato all'Istruzione e dal Consiglio delle donne, per l'anno scolastico 2012-2013 che intende coinvolgere gli alunni degli Istituti Comprensivi di Bergamo (per la scuola primaria classi 4° e 5° e per la secondaria primo grado classi 1° e 2°).

Hanno aderito 20 classi di ben 8 Istituti comprensivi: «Questo progetto – afferma l'assessore all'Istruzione Danilo Minuti – è un percorso di sensibilizzazione che mira a scardinare gli stereotipi di genere presenti nella società e tutte le forme di violenza di genere, a partire da quella dei ragazzi contro le ragazze. La didattica proposta si avvale di una metodologia interattiva con l'obiettivo di proporre ai ragazzi più punti di vista possibili nell'esplorazione delle tematiche di genere, delle regole e del rispetto attraverso la messa in gioco del proprio sé e delle dinamiche relazionali».

Il lavoro di prevenzione e di diffusione di una cultura alternativa alla violenza è possibile grazie al sentito sostegno del personale didattico e dei dirigenti scolastici degli istituti coinvolti, ed in particolare all'impegno delle ragazze e dei ragazzi che insieme all'esperto attore si mettono in gioco per aprire le porte del dialogo e rappresenta un impegno personale a non commettere atti di violenza, impegnarsi alla legalità e il rispetto dell'altro. Esiste una difficoltà di fondo nel comunicare con i ragazzi, in quanto solitamente, il comunicatore, non è più un ragazzo ed i linguaggi messi in campo risultano essere differenti. Capire quindi quale sia il linguaggio più adatto a far comprendere, ai ragazzi, oggi come ieri, tematiche importanti e fondanti per una società civile, come appunto il tema del rispetto dell'altro, delle cose, dei pensieri, della lingua, dei modi è un aspetto che il teatro riesce ancora a risolvere.
L'interazione, la messa in gioco sempre e comunque tutelata permette d'utilizzare la presenza del ragazzo sul palco come «altoparlante». La presenza sul palco dei ragazzi si concretizza sotto forma di «spettacolo»: è un mezzo particolarmente efficace, capace di permettere d'arrivare col messaggio e quindi riuscire nell'intento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA