Giovedì 28 Marzo 2013

Il Cda dell'Accademia Carrara
si divide sul caso Valagussa

Il Cda dell'Accademia Carrara si interroga sul futuro della Pinacoteca dopo la richiesta di trasferimento avanzata dal conservatore Giovanni Valagussa. E si divide. Resta in attesa delle decisioni del Comune il presidente Tito Lombardini («nessun commento sino a quando Palazzo Frizzoni non ci farà sapere quali iniziative intende assumere»).

C'è il timore che la gestione della Carrara rimanga ingessata in un momento cruciale della sua storia, a poco più di un anno dalla riapertura che, nelle intenzioni dell'amministrazione comunale, dovrebbe segnarne il rilancio. Tra i membri del consiglio di amministrazione c'è chi auspica la riconferma di Valagussa e chi invece pensa sia arrivato il momento di una ventata d'aria nuova.

Ignazio Bonomi, vicepresidente del Cda e membro della commissarìa (l'organismo di governo della Pinacoteca, previsto dal testamento del conte Carrara, precedente la convenzione del 1958 che ha trasferito la gestione del museo al Comune), si augura che «Valagussa rimanga in carica sino alla riapertura del museo.

Cambiare oggi creerebbe grosse difficoltà, la struttura è già ridotta all'osso e le qualità professionali del conservatore sono indiscusse». Resta l'amarezza di un Cda «tagliato fuori» dalle decisioni importanti - fa notare l'avvocato Bonomi - che fatica a trovare una sua collocazione. L'organismo dà pareri e orientamenti, non ha potere decisionale, ma nella storia della Pinacoteca ha avuto un peso che da qualche hanno sembra aver perso».

Willi Zavaritt, storico ex presidente della Carrara, si dice «rattristato ma non meravigliato» e parla di una «situazione nota da tempo e a lungo tenuta sotto controllo», riferendosi alle divergenze tra Valagussa e la responsabile della Divisione Gamec-Carrara Maria Cristina Rodeschini. L'ex presidente del Cda è tra quelli che sostengono che «una pronta reazione può diventare un'opportunità per la Pinacoteca. Trattenere Valagussa sarebbe sbagliato, un nuovo direttore potrebbe favorire la rinascita della Carrara».

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m.sanfilippo

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