Mercoledì 03 Aprile 2013

Orio: taxi collettivo per dipendenti
Anche 500€ di risparmio all'anno

Presentato nella sede di via Sora della Provincia di Bergamo, mercoledì 3 aprile, dall'assessore ai Trasporti della Provincia di Bergamo, Giuliano Capetti, e dal direttore dell'Agenzia Alot, Guido Piccoli, lo Studio di fattibilità per l'attivazione di un servizio di taxi collettivo in provincia di Bergamo.

Lo studio, promosso da Provincia di Bergamo in collaborazione con Alot Scarl (Agenzia della Lombardia orientale per i trasporti e la logistica), e cofinanziato da Fondazione Cariplo, ha voluto verificare le condizioni per l'attivazione di nuovi servizi «flessibili» di mobilità, complementari al Trasporto pubblico locale e alternativi all'uso dell'auto privata.

Come caso di studio è stato scelto l'aeroporto di Orio al Serio, con particolare riferimento agli spostamenti casa-lavoro del personale delle due principali aziende operanti nell'area (Sacbo e Dhl). L'analisi iniziale ha evidenziato come la maggioranza dei dipendenti risiedano a meno di 20 km di distanza dalla sede di lavoro, e utilizzino il mezzo motorizzato privato a causa della complessità dell'articolazione dell'orario di lavoro.

La buona predisposizione al viaggio condiviso non è purtroppo tradotta nella pratica, poiché i turni del personale, distribuiti con scaglioni di 30 minuti, sono variabili nell'arco della settimana, non consentendo una facile organizzazione in equipaggi. Ciò determina le condizioni per le quali diventa interessante l'ipotesi di un taxi collettivo.

Sono stati definiti due questionari specifici per il rilievo delle informazioni necessarie allo studio di fattibilità di un servizio di mobilità personalizzato, uno rivolto alle aziende Sacbo e Dhl e l'altro rivolto agli operatori di trasporto collettivo, pubblico e privato.

I dati ottenuti sono stati essenziali per simulare il funzionamento del servizio attraverso lo sviluppo di un modello di macrosimulazione che, sulla base della provenienza (domicilio) dei dipendenti e dei loro turni, è in grado di individuare i possibili equipaggi, calcolare il percorso ottimale in termini di tempi e di costi, gestire la comunicazione con gli utenti, scegliere i vettori in funzione delle aree geografiche di competenza, del minor costo e del miglior servizio erogato.

Poiché la metodologia proposta per lo studio può essere trasferita ad altri ambiti della provincia di Bergamo, sono state valutate le imprese con almeno 300 dipendenti, in quanto, oltre a costituire importanti poli di attrazione, dovrebbero essere dotate di un Mobility Manager aziendale e di un Piano Spostamenti Casa Lavoro (Pscl), secondo la normativa.

È stato esaminato lo scenario attuale del sistema di Trasporto pubblico locale in Lombardia e di evoluzione del relativo quadro normativo nel contesto nazionale e regionale. Si è poi passati al cosiddetto «Activity Description Plan», in termini di descrizione del servizio di trasporto, del sistema di gestione della prenotazione e della proposta di sistema di tariffazione (pricing) a cavallo tra il taxi tradizionale e il Tpl.

Lo studio si è quindi occupato del piano di sviluppo organizzativo e del piano di comunicazione, per passare infine a illustrare le componenti generali economiche del servizio e l'Istitutional Setting». Attraverso le simulazioni effettuate sulla base dei dati degli spostamenti dei lavoratori di Sacbo e Dhl, ogni taxi riuscirebbe a effettuare 4 viaggi al giorno: due quasi a pieno carico (80%) e 2 al 20%, per un totale medio di circa 21 utenti/viaggio al giorno, con un costo per utente/viaggio di 8,14 euro (considerata la composizione: costo km 2,14 euro + costo fisso mezzo 3 euro).

Il grosso margine di miglioramento sta nell'aumento delle aziende coinvolte nel sistema di taxi collettivo e, quindi, del numero di utenti. In tal modo i mezzi potranno raggiungere anche 6 viaggi al giorno e una saturazione media dell'80%, pari a circa 42 utenti/viaggio, con una riduzione del costo per utente/viaggio da 8,14 euro a 5,14 euro.

Come spiega l'assessore Giuliano Capetti, «dalle elaborazioni prodotte, il servizio di Taxi collettivo appare una soluzione fortemente innovativa, ma necessita di grandi volumi di trasporto e, soprattutto, di poli attrattori di traffico che generino una domanda del servizio. In caso contrario, la scarsa saturazione dei mezzi e la mancata possibilità di distribuire il costo dell'investimento informatico su una quantità importante di viaggi, renderebbero il costo troppo alto per l'utenza e il sistema in perdita».

L'obiettivo è di rendere naturalmente appetibile per i dipendenti (sono quasi un migliaio in totale tra Sacbo e Dhl) l'idea di lasciare la macchina a casa per andare a lavorare. Il risultato si concretizzerebbe in un triplice vantaggio: risparmi per i dipendenti, lavoro per i taxi collettivi e anche minor inquinamento.

Il 90% dei dipendenti Sacbo si è dichiarato favorevole all'ipotesi, percentuali di adesione molto alta anche per i lavoratori della Dhl, l'80% dei quali abita in un raggio di 20 km dall'aeroporto. Dal momento che la Provincia non ha i soldi per varare un progetto di taxi collettivo autonomo, sarebbero aziende private ad occuparsene. Nell'ambito dello studio di fattibilità, sono stati già allacciati contatti in tal senso.

Ci sarebbe un sistema informatizzato a gestire la prenotazione del taxi collettivo, naturalmente verrebbero aggregati i lavoratori Sacbo e Dhl che hanno un identico turno di lavoro e che abitano nelle vicinanze.

Si ipotizzata un risparmio del 10% per il dipendente che abbandona l'auto per abbracciare il taxi collettivo. Per dare un'idea, chi abita a circa 25 km dall'aeroporto risparmierebbe circa 500 euro. Il prezzo di un viaggio (sola andata, non andata e ritorno) per chi abita entro i 10 km sarebbe di 2,10 euro. Tutti i dati nel pdf allegato

m.sanfilippo

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