Venerdì 12 Aprile 2013

L'EcoLab sbarca all'Orto Botanico
Ora si scambiano anche le piante

La nostra città come un grande parco naturale. È il Greencrossing, l'idea mutuata dal bookcrossing, ovvero dall'iniziativa nata anni fa che invita a rilasciare libri nell'ambiente urbano affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altri, che li facciano poi proseguire nel loro viaggio.

Questa volta però non si tratta di libri, ma di piante e per la precisione di carpini bianchi e biancospini. Le piante, circa un centinaio, potranno essere ritirate, e «adottate», domani pomeriggio alle 16 all'orto botanico «Lorenzo Rota», alla scaletta di Colle Aperto, in Città Alta.

«Nell'ambito di Unibergamorete - spiega Claudio Calzana, direttore progetti editoriali e culturali del gruppo Sesaab - L'Ecolab (blog de L'Eco di Bergamo che in questi giorni sta trattando l'argomento dell'ambiente e della sostenibilità) sbarca all'orto botanico di Città Alta in compagnia di Kendoo, la piattaforma digitale che sostiene i progetti di rilevanza sociale in provincia di Bergamo. Per l'occasione, secondo le dinamiche del Greencrossing, l'Orto botanico regalerà a tutti i partecipanti una piantina da coltivare con cura, invitandoli a condividere in rete la loro esperienza attraverso immagini e commenti».

Le piante da adottare, curare e seguire sono autoctone e sono messe a disposizione dal vivaio regionale di Curno: «Il progetto di Greencrossing - precisa Gabriele Rinaldi, direttore dell'Orto botanico - è stato concepito da Fabio Dovigo dell'Università di Bergamo ed ha avuto una prima edizione del giugno scorso. Questa nuova edizione parte dall'Orto botanico e vede il coinvolgimento dell'Ente regionale agricoltura e foreste (Ersaf) che mette a disposizione le piantine, certificate come autoctone».

Le piantine, una volta prese in carico da chiunque lo voglia fare, devono essere portate in giro per la nostra città e provincia e fotografate in contesti diversi: «L'idea è quella di adottare non solo una pianta, ma anche un luogo - prosegue il direttore dell'Orto botanico - nel senso di posare la pianta in più posti che ne sono privi, oppure che ben si adattano a quel tipo di arbusto o ancora che devono essere abbelliti. Alla fine di questo viaggio simbolico la pianta deve essere messa a dimora e seguita per i primi due anni. I carpini bianchi e i biancospini sono piante con poche esigenze, un'attenzione particolare deve esserci in caso di estati molto calde perché vista la giovane età delle piante devono essere innaffiate».

Questo progetto fa seguito ad un'altra iniziativa che ha visto l'Orto botanico insieme a Kendoo, vale a dire il finanziamento (che ha avuto esito positivo) per l'allestimento di 4.000 tulipani in Città Alta: «Nuove piattaforme come Kedoo - sottolinea Marco Sangalli, amministratore di MediaOn - possono essere un valido supporto per far conoscere e sponsorizzare iniziative sul verde e sulla sua sostenibilità nella nostra città».

È possibile condividere commenti, impressioni e foto sulle pagina di Facebook di Ecolab e Kendoo. In caso di maltempo l'iniziativa si tiene nella sala viscontea, in piazza Cittadella 1, in Città Alta.

T. S.

fa.tinaglia

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