Venerdì 19 Aprile 2013

Quando in valle c'era il mare
Al Caffi le ossa di un ittiosauro

Arriva in Città Alta un gigantesco mostro marino: da domenica saranno esposte al Museo civico di Scienze naturali Caffi le vertebre di un ittiosauro - il più grande predatore acquatico del Triassico- vissuto 240 milioni di anni fa nel grande mare che era un tempo il territorio bergamasco.

Si tratta di fossili di grande importanza scientifica, ritrovati nel 2009 a Piazza Brembana dal paleontologo Marco Balini dell'Università degli Studi di Milano e dal professor Silvio Renesto dell'Università dell'Insubria, che ha accertato che i reperti sono quattro vertebre caudali in connessione anatomica, appartenute a un grande ittiosauro.

Il caratteristico contorno quasi poligonale delle vertebre ha permesso di attribuire questi resti allo scheletro di Cymbospondylus, uno dei più grandi ittiosauri mai esistiti, di cui finora non sono state trovate altre tracce in Lombardia.

«Per ricostruire l'aspetto dell'animale a partire da quattro vertebre della coda è stata necessaria una comparazione con esemplari già conosciuti - spiega il professor Renesto, che per il Museo Caffi ha disegnato anche la sagoma dell'animale -. I resti sono quelli di un ittiosauro di grosse dimensioni, che poteva raggiungere i 10 metri. L'aspetto dell'animale può ricordare quello di un enorme pesce spada, con i denti e la coda allungata».

Questo enorme rettile marino era un minaccioso predatore, con muso e corpo molto lunghi. Le pinne natatorie, in modo simile a quelle dei pesci, erano corte rispetto al corpo e servivano per controllare la direzione e fornire stabilità al corpo. Il muso era dotato di denti appuntiti e la sua dieta era costituita soprattutto da ammoniti (un gruppo di molluschi ormai estinti), seppie, pesci e piccoli rettili marini che cacciava tramite agguati.

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m.sanfilippo

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