Lunedì 29 Aprile 2013

Letta: «Via lo stipendio ai ministri
E stop alla rata Imu di giugno»

«Per dare l'esempio, e lo dico senza che ancora i miei ministri lo sappiano, il primo atto del governo sarà quello di eliminare lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste in aggiunta alla loro indennità». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando in Aula a Montecitorio durante il discorso programmatico per la fiducia.

«Bisogna superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa, da subito con lo stop dei pagamenti di giugno». Lo ha garantito, ed è una gran bella novità per milioni di italiani in crisi economica, il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Altro serio intendimento: «Bisogna abolire definitivamente le Province».

L'unico vero grande applauso che i deputati del Movimento 5 Stelle hanno fatto durante il discorso di insediamento di Enrico Letta è nel momento in cui il premier ha annunciato la riduzione dello stipendio dei ministri. Per il resto sono rimasti quasi sempre immobili sui propri banchi ad eccezione di quando tutti i deputati hanno applaudito in piedi i carabinieri rimasti feriti domenica nell'attentato.

«Nessuno può sentirsi esautorato dall'autorevolezza o assolto dall'accusa di aver contaminato il confronto pubblico con gesti, parole opere e omissioni con 11 milioni e mezzo quello dell'astensione è il primo partito o lo capiamo o la politica scompare, mai è mai accaduto prima». Lo ha sottolineato Letta.

Il sistema del finanziamento della politica «va rivoluzionato. Partiamo dall'abolizione della legge vigente e con misure di controllo e sanzione anche sui gruppi parlamentari regionali». Lo ha chiarito il presidente del Consiglio, Enrico Letta, osservando che «sui rimborsi elettorali tutte le leggi del passato sono state ipocrite e fallimentari: no rimborsi ma finanziamento mascherato».

E ancora, «Serve una riforma che avvicini cittadini alle istituzioni con principi di democrazia governante, la possibilità di superare il bicameralismo paritario e evitare ingorghi come quello appena sperimentato. La legge elettorale è legata alla forma di governo, ma dobbiamo qui assumere l'impegno che quella dello scorso febbraio è stata ultima consultazione elettorale con la legge vigente».

Istituire subito una convenzione per avviare il percorso delle riforme istituzionali. «Dal momento che questa volta l'unico sbocco è il successo, l'approvazione delle riforme, tra 18 mesi verificherò se il progetto sarà avviato a porto sicuro. Se si appalesasse il rischio che i veti incrociati possano impantanare tutto per l'ennesima volta non avrei esitazioni a trarne le conseguenze». Lo ha annunciato Letta. «Per sottrarre la discussione sulla Costituzione al dibattito fisiologico - ha spiegato - sarebbe bene che il Parlamento prendesse le sue decisioni sulla base dei lavori di una convenzione che deve poter avviare subito i propri lavori su base degli atti di indirizzo del Parlamento, in attesa che le procedure per l'approvazione delle leggi costituzionali possano compiersi».

Infine, «Il porto a cui siamo diretti si chiama Stati Uniti d'Europa, la nostra nave è la democrazia. Non dobbiamo sognare i sogni degli altri, abbiamo il nostro sogno che è quello dell'unione politica europea».

m.sanfilippo

© riproduzione riservata