Lunedì 29 Aprile 2013

Imu da abolire, si riapre il dibattito
Più pesante l'imposta sui capannoni

Nuovo Governo subito al lavoro. E si riapre il dibattito sull'Imu. Berlusconi ha annunciato di aver avuto rassicurazioni dal premier Letta per l'abolizione dell'imposta, condizione per «approvare subito misure di rilancio economico che abbiamo presentato nel nostro programma».

Berlusconi ha indicato alcune di queste riforme a partire "dall'abolizione e dalla restituzione dell'Imu sulla prima casa, la tassazione zero per cinque anni sulle prime assunzioni. Questi per noi sono punti irrinunciabili - ha concluso il leader del Pdl - e Letta si è impegnato a realizzarli e a citarli oggi nel suo discorso".

"Sul programma di governo ci aspettiamo che il presidente Letta rispetti gli impegni che ha preso con noi", afferma Renato Brunetta in un'intervista a La Stampa. "L'abolizione dell'Imu - sottolinea - è un punto fondante, un impegno che abbiamo preso con milioni di italiani,e la decisione dev'essere immediata. Se non ci fosse il rimborso dell'Imu? Non ci voglio neanche pensare".

"È più una questione di bandiera che di sostanza", afferma invece il presidente del Gruppo l'Espresso Carlo De Benedetti. A chi gli chiede se l'Imu vada abolita, De Benedetti risponde: "non ne ho la più pallida idea, ma se viene ridotta è evidente che verranno trovate altre fonti" di raccolta fiscale per il bilancio dello stato, conclude il presidente del L'Espresso a margine dell'assemblea di Cir.

RINCARO SU CAPANNONI E TARES
Intanto il previsto rincaro dell'Imu sui capannoni e l'introduzione della Tares, porta aumenti di imposta rispetto al 2012 molto pesanti: l'aggravio oscillerà tra i 459 e i 623 euro per un capannone di 500 mq; tra i 998 e i 1.444 euro per uno di 1.000 metri quadrati; tra i 1.877 e i 2.591 euro nel caso di un fabbricato di 2.000 metri quadrati. Lo calcola la Cgia di Mestre, spiegando che nel 2013 l'Imu sui capannoni sarà più "gravosa" anche nel caso in cui l'aliquota rimanga quella applicata nel 2012, in quanto il coefficiente moltiplicatore utilizzato per la determinazione della base imponibile passerà da 60 a 65.

In questa analisi sono state fatte due ipotesi. La prima: viene utilizzata l'aliquota media nazionale applicata nel 2012 (9,5 per mille). La seconda: viene utilizzata l'aliquota massima applicabile (10,6 per mille). Con l'introduzione della Tares, invece, l'aumento di questa tassa sui capannoni dovrebbe essere superiore, rispetto a quanto pagato l'anno scorso, del 15,5%. Questa percentuale corrisponde all'incremento del gettito medio nazionale necessario per coprire i costi totali del servizio di asporto e smaltimento dei rifiuti, condizione prevista dall'introduzione della Tares.

"La situazione diventa ancor più preoccupante - sottolinea la Cgia - se osserviamo gli aumenti di imposta che si verificheranno quest'anno rispetto al 2011, anno in cui si applicava ancora l'Ici. Per il capannone da 500 mq l'aggravio (a seconda dell'aliquota applicata) varia tra i 1.409 e i 1.572 euro; per un capannone di 1.000 mq l'aumento va da 3.288 e 3.734 euro; infine, per un fabbricato da 2.000 mq l'incremento varia tra i 5.870 e i 6.583 euro".

"Siamo tutti d'accordo che l'Imu sulla prima casa deve essere abolita o sensibilmente ridotta - sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - ma è altrettanto necessario che venga scongiurato l'aumento del coefficiente moltiplicatore sui capannoni, altrimenti l'effetto combinato con la Tares provocherà un incremento di imposta difficilmente sostenibile. Se si continua ad aumentare sensibilmente il livello di tassazione sulle imprese non si può pretendere che queste rimangano competitive e riescano a creare nuovi posti di lavoro. Anzi, il pericolo è che la situazione peggiori ulteriormente, visto che con l'aumento dell'Iva dal 21 al 22% i consumi subiranno un'ulteriore contrazione".

e.roncalli

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