Martedì 30 Aprile 2013

Bergamo, il Comune paga
Ai fornitori subito 2,5 milioni

I primi assegni dovrebbero essere staccati a giugno. Intanto a Palazzo Frizzoni hanno fatto i conti per bene: sono 2,5 milioni i debiti pendenti con le imprese al 31 dicembre 2012, circa 1,7 milioni per lavori pubblici, altri 800 mila euro per spese in conto capitale, dicasi fornitori, attrezzature, anche espropri, che in un primo momento sembravano esclusi dal decreto sblocca-pagamenti.

Una cifra contenuta, «poca cosa» rileva l'assessore al Bilancio Enrico Facoetti. Ma la ragione è presto spiegata. «L'anno scorso abbiamo pagato 25 milioni per cantieri e spese in conto capitale». Una scelta ben precisa della Giunta: «Abbiamo scelto di non fermare i cantieri e non mandare in sofferenza le imprese, pagando indipendentemente dagli incassi e dal patto di stabilità» rileva Facoetti. Una strategia ben chiara: «Siamo pronti a vendere tutto quello che è vendibile fino a che non ci liberano i nostri soldi», spiegava il sindaco Franco Tentorio poco prima dell'annuncio del decreto sblocca-debiti varato dal governo Monti per liberare 40 miliardi di pagamenti da parte della pubblica amministrazione.

Decreto che ora è arrivato alle prime date cruciali. Ieri il Comune si è accreditato alla piattaforma online dell'Economia per la certificazione dei debiti ed entro oggi dovrà indicare la «quota» da svincolare dal patto di stabilità. Gli uffici oggi comunicheranno la cifra di 2,5 milioni. «Il decreto – chiosa l'assessore – libera solo i pagamenti per i debiti maturati al 31 dicembre 2012. Chi paga regolarmente non vedrà liberati altri soldi. Di fatto vengono colpiti i Comuni più virtuosi».

Il paradosso è che rischia di essere penalizzato chi ha già saldato i fornitori. «Noi anche da gennaio ad aprile di quest'anno abbiamo già pagato altri sei milioni, indipendentemente dai vincoli imposti dal patto». Che si certifica al 31 dicembre, quindi sforabile in corso d'anno.

Anche sui debiti pagati nei primi mesi del 2013 c'era stata maretta perché erano stati esclusi dai benefici del decreto. Ma il ministero dell'Economia ha sbrogliato la matassa, consentendo di inserirli e spiegando che i bonus accompagneranno queste somme solo se i debiti ancora incagliati non le avranno esaurite tutte.

«Verranno quindi liberati solo in un secondo momento» conferma l'assessore. Il che vale a dire che non ci sono certezze che potranno tradursi in un ulteriore allentamento del patto.

E se ci sono Comuni che hanno già staccato i primi assegni come Varese, Cesena e Firenze, sfruttando gli stretti margini previsti dal provvedimento, Palazzo Frizzoni ha preferito prima avere una ricognizione esatta dei conti. Comunicata la quota, entro il 10 maggio ci dovrà essere il parere della Regione e dal 1° giugno al 15 settembre occorrerà inviare a tutti i creditori somme e tempi di pagamento e pagare almeno il 90% di quanto chiesto all'Economia. Chi verrà pagato per primo? «Si seguirà il criterio dell'anzianità della delibera». Una boccata d'ossigeno per le imprese.<+firma_coda><+copyright>

r.clemente

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