Venerdì 24 Maggio 2013

«Guida abusiva? Sbagliato»
E Samuela torna al lavoro

«Guida abusiva? Io giro a testa alta...». Samuela Giroldi risponde con il sorriso. Arriva di corsa al «Caffè del Tasso». È l'ora di pranzo, splende il sole e i turisti affollano Piazza Vecchia e i tavolini all'aperto. «Ero con un gruppo di spagnoli, li ho lasciati al Circolino» racconta.

È lei la quarantenne multata dai vigili in Città Alta (oltre mille euro) per esercizio abusivo della professione di guida turistica. Sulla maglia ha il cartellino di «Bergamo4you», il progetto (una ditta individuale) creato con il marito Roberto La Monica per proporre un nuovo modo di fare turismo.

«Samuela non è una guida, ma un'assistente turistica. Lavoro che normalmente si svolge in uno spazio fisico, un villaggio per esempio. Il nostro villaggio è Città Alta, di cui raccontiamo la parte più autentica» spiega Roberto.

L'approccio è in strada, in Piazza Vecchia, lungo la Corsarola: Samuela avvicina i turisti, si offre di accompagnarli in un percorso ad hoc che va al di là dell'itinerario classico.

«Il mio sguardo va oltre i monumenti, io racconto la Città Alta della gente, delle botteghe, dei luoghi nascosti, meno noti». L'«inghippo», l'«abbaglio» sostiene Roberto, nasce tutto da qui. «Dal profilo. Dalla distinzione tra guida classica e accompagnatore turistico che devono avere un tesserino di abilitazione e un assistente che invece è libero».

Una guida – che per essere tale deve quindi sostenere un esame di abilitazione regionale - accompagna nelle visite ad opere d'arte, musei e monumenti, un assistente turistico no e non dovrebbe farlo. «Quando un turista ha finito la visita a chiese e monumenti, inizio io – sottolinea Samuela –. Quella con me è una passeggiata e passeggiando si arriva dappertutto».

Dal fabbro in piazza Mercato del Fieno, alla gastronomia Mangili per la spesa, al Circolino per il pranzo o all'asilo «per vedere come funziona da noi perché i turisti sono interessati anche a questo». Il senso del suo lavoro è presto detto: «Città Alta i turisti la devono viverla come se fosse casa loro...».

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e.roncalli

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