Mercoledì 05 Giugno 2013

Società internazionale di Nefrologia
Remuzzi presidente, è il 1° italiano

Il professor Giuseppe Remuzzi - bergamasco, direttore del Negri Bergamo e direttore del Dipartimento Trapianti e dell'Unità di Nefrologia e Dialisi dell'ospedale Papa Giovanni di Bergamo - ha assunto la presidenza operativa dell'International Society of Nephrology (ISN), carica che ricoprirà per i prossimi due anni. Il passaggio di consegne è avvenuto a Hong Kong in occasione del Congresso Mondiale di Nefrologia 2013. Remuzzi è il primo italiano a cui viene affidato questo incarico che lo vedrà a capo del comitato responsabile delle attività e dei programmi della società scientifica che opera a livello mondiale.

Fondata nel 1960, l'ISN collabora strettamente con più di 75 società scientifiche nazionali che si occupano di malattie renali in tutto il mondo e ad essa aderiscono oltre 10.000 nefrologi di 126 differenti nazionalità.

«Il mio impegno attivo nell'ISN risale a oltre 20 fa – dice Giuseppe Remuzzi - Con altri nefrologi, condividevo l'idea che fosse assolutamente necessario ridurre le disparità con i Paesi in via di sviluppo per quanto riguarda ricerca, prevenzione, diagnosi e cura delle malattie nefrologiche. Abbiamo lavorato a un programma che permettesse di diffondere rapidamente anche nei Paesi meno sviluppati i risultati e i benefici della ricerca sia sperimentale che clinica. Oggi ci sono esperienze molto positive e risultati importanti che intendo potenziare ed estendere al maggior numero di realtà possibili».

Ma l'obiettivo che Remuzzi ha particolarmente a cuore e che è intenzionato a raggiungere durante la sua presidenza ISN è promuovere un programma per la salute delle mamme e dei bambini. «Per migliorare la salute di una nazione bisogna partire dalle mamme - spiega Remuzzi – ad esempio si è visto che se durante la gravidanza l'alimentazione della mamma non è bilanciata e non ci sono abbastanza proteine nella dieta il bambino avrà problemi di sviluppo e nascerà sottopeso o immaturo. Queste condizioni favoriscono lo sviluppo di malattie renali croniche in età adulta. Prevenire questi problemi che si verificano soprattutto nei Paese poveri, permette di migliorare la salute globale delle nazioni e di risparmiare e impiegare meglio le risorse per la sanità».

Infine il nuovo presidente ISN lancia un programma a lungo termine denominato «0 by 25». «Ci poniamo l'obiettivo che entro il 2025 nessuna persona al mondo colpita da insufficienza renale acuta debba morire per mancanza di cure».

L'insufficienza renale acuta è caratterizzata da una rapida perdita della funzione del rene a causa di traumi, infezioni o – soprattutto nei Paesi poveri – disidratazione severa come si ha nella gastroenteriti acute. E' importante riconoscerla subito per arrestare la perdita della funzione renale con cure tempestive. Molte volte è necessario sostituire temporaneamente la funzione del rene con la dialisi, ma poi il rene può riprendere completamente la sua funzione e si può guarire.

Secondo Remuzzi assicurare a tutti, in ogni parte del mondo, una cura adeguata e tempestiva dell'insufficienza renale acuta dovrebbe far parte dei diritti umani come è stata, ed è ancora, la cura per l'AIDS, come sono le vaccinazioni e come è il diritto all'istruzione.

a.ceresoli

© riproduzione riservata