Domenica 09 Giugno 2013

Caravaggio sforna cervelli in fuga
Inventato il «cerotto tecnologico»

«Siamo orgogliosi che giovani caravaggini si stiano facendo onore nel campo medico e scientifico. Certo, preferiremmo che le loro capacità fossero a disposizione dell'Italia. Ma noi, come città, cosa potremmo fare per evitare la fuga dei nostri cervelli all'estero? Proprio nulla».

Il sindaco di Caravaggio Giuseppe Prevedini reagisce così alla notizia che è di un caravaggino, Aldo Ferrari, 39 anni, biologo molecolare del Politecnico di Zurigo (Svizzera), la recente invenzione del «cerotto tecnologico». Questo cerotto di silicone velocizza del 40% la guarigione di ferite e ustioni, riducendo anche la probabilità di cicatrici.

La notizia dell'invenzione di Ferrari, diplomato ai Salesiani di Treviglio e laureato in Biologia alla Normale di Pisa, arriva dopo un'altra invenzione che ha portato in auge nel campo medico un altro caravaggino, Giovanni Dapri, chirurgo a Bruxelles (Belgio): qui nel 2009 ha inventato una tecnica chirurgica nuova che prevede l'intervento in laparoscopia con una sola incisione fatta nell'ombelico.

«Questi però non sono gli unici cervelli caravaggini all'estero - ricorda Prevedini -. Ce ne sono molti altri. Li stiamo tenendo d'occhio in attesa di risultati che diano ancora più lustro a Caravaggio». Nell'attesa, tutti i riflettori sono accesi su Ferrari e sul suo «cerotto tecnologico», concepito soprattutto per l'applicazione su tagli postoperatori e bruciature. Ma come può velocizzare la loro guarigione evitando che lascino cicatrici?

Il motivo è sorprendente: nella guarigione di una ferita o una scottatura prima di tutto entrano in gioco i fibroblasti, ossia cellule che, semplificando, creano una matrice provvisoria sulla quale poi altre cellule vanno a formare il nuovo tessuto della pelle.

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m.sanfilippo

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