Lunedì 10 Giugno 2013

Trincea ospedale, Nicora replica:
«Ho agito nel rispetto della legge»

Nuova puntata sulla vicenda «trincea» del nuovo ospedale di Bergamo. La Procura ha indagato Carlo Nicora, direttore generale, e Peter Assembergs, direttore amministrativo, per abuso d'ufficio.

I due dirigenti avrebbero assegnato i lavori della trincea alla Dec senza indire una gara d'appalto, una procedura legale, che la legge prevede, ma il consulente del pubblico ministero avrebbe però evidenziato la mancanza di un requisito affinchè la procedura risultasse corretta. Il cosiddetto requisito di imprevedibilità: l'appalto diretto è possibile, per norma, in caso di provata urgenza, necessità e imprevedibilità dell'opera. Ma in questo caso, secondo il pm, la trincea era necessaria e pure un lavoro prevedibile perche i progettisti all'origine dovevano calcolare l'eventualità di un'opera drenante, in quanto l'area della Trucca era conosciuta come acquitrinosa.

In merito alle notizie di stampa, Nicora ha commentato in serata quanto segue: «Da oltre un anno al nuovo ospedale si svolgono indagini e sopralluoghi, ai quali abbiamo sempre pienamente collaborato. Oggi, prima di avere avuto comunicazioni ufficiali, leggiamo sui siti locali, con dovizia di particolari sui contenuti, la notizia dell'iscrizione nel registro delle notizie di reato».

«Da quando sono arrivato a Bergamo, nel gennaio 2011, ogni mio atto è stato assunto nell'esclusivo interesse dell'ospedale pubblico che dirigo. Nelle questioni più complesse mi sono avvalso del supporto tecnico, giuridico e amministrativo di valenti professionisti, nella piena consapevolezza dell'importanza che il Papa Giovanni XXIII riveste per la cittadinanza».

«Il tema delle infiltrazioni di acqua era noto da tempo ai miei predecessori, ai costruttori, ai progettisti, alla direzione lavori e alla commissione di collaudo, ma non era stato ancora risolto. Mi sono quindi mosso attivando tutte le risorse disponibili per avere dai consulenti quegli elementi tecnici, giuridici e amministrativi che consentissero all'azienda di assumere la decisione più corretta, nel pieno rispetto delle leggi. Pur dispiaciuto, sono comunque molto soddisfatto di aver aperto il nuovo ospedale, atteso da tempo dai nergamaschi, in un contesto cosi difficile e tante volte ancora oggi ostile». Questo il comunicato dell'Azienda ospedale Papa Giovanni XXIII.

Quando sono partiti i lavori, a febbraio 2012, si calcolavano pochi mesi per il completamento della trincea drenante, il «fossato» per tenere lontana dal Papa Giovanni XXIII la falda acquifera che insiste sulla Trucca: di fatto la dichiarazione di fine lavori è stata rilasciata soltanto a fine febbraio 2013. E la trincea non ha ancora avuto il collaudo.

Anzi, il documento (che dovrà anche riguardare la questione economica), sembra ben lontano dall'essere rilasciato. Anche perché, secondo fonti molto ben informate, stando ai primi rilievi, il funzionamento non sarebbe all'altezza delle aspettative iniziali. Cioè la trincea non avrebbe performance uniformi lungo tutto il tracciato (che circonda l'ospedale per 700 metri da nord-nordest fino a sudest-sudovest per finire nel canale Dalcio), e non si può escludere che non dreni perfettamente: in particolare, da progetto e appalto, la falda acquifera, a trincea funzionante, doveva restare a livello «dell'intradosso delle fondazioni», ovvero oltre un metro al di sotto del piano di calpestio del livello interrato. Ma questo non si verificherebbe dappertutto, anzi, in alcuni punti i dati sarebbero decisamente sballati.

Se il monitoraggio venisse confermato, questo indicherebbe che rispetto alle previsioni del progetto la trincea non tiene completamente l'acqua lontana dall'ospedale. Anche se non si può neppure escludere che i «picchi» registrati siano causati da piezometri malfunzionanti. Lungo tutto il perimetro ne sono stati installati 40 (collegati a un sistema elettronico che permette di controllare l'andamento della falda anche dall'interno dell'ospedale) e, anche su richiesta dei collaudatori, verranno monitorati per diversi mesi.

La necessità di vederci chiaro sul funzionamento della trincea, opera che l'Azienda ospedaliera ha voluto come «necessaria» per gestire in modo permanente il problema delle infiltrazioni nei sotterranei, è uno dei motivi per cui i collaudatori sono ben lontani da rilasciare il certificato.

m.sanfilippo

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