Mercoledì 12 Giugno 2013

Sponsorizzazioni per evadere tasse
Implicate due società di Bergamo

Simulavano sponsorizzazione sportive per società dilettantistiche di pallavolo per poi detrarre le somme dalla dichiarazione dei redditi. Nel mirino sono finite decine di imprese che complessivamente avevano evaso quasi 5 milioni di euro.

La Guardia di finanza ha scoperto un'associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e ha denunciato 53 persone. Le fiamme gialle hanno scoperto che molte imprese utilizzavano fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti relative a sponsorizzazioni emesse da società e associazioni sportive dilettantistiche di volley.

In particolare, le indagini si sono concentrate su tre società sportive (due delle quali evasori totali), di Santa Croce sull' Arno (Pisa). Sono state eseguite perquisizioni nelle sedi delle società e le abitazioni delle persone a vario titolo coinvolte che hanno permesso di acquisire la documentazione contabile, ma soprattutto quella extracontabile ove erano annotate le restituzioni di denaro relative alle fatture false.

La Guardia di finanza ha esaminato anche decine di conti correnti bancari e ha ricostruito anche i due metodi con i quali si metteva in atto la frode fiscale: il primo consisteva nella semplice restituzione di denaro contante alle società sponsorizzate dopo il pagamento della sponsorizzazione, il secondo invece si attuava trasferendo immediatamente la somma di denaro, dopo l'accredito del pagamento, a conti correnti bancari e postali intestati a due distinte società con sede a Bergamo giustificandolo con il pagamento di fatture per prestazioni di servizi mai avvenuti.

Attorno all'associazione a delinquere, secondo le fiamme gialle, gravitavano oltre 50 imprese che hanno annotato costi indeducibili per 6 milioni e 750 mila euro attraverso fatture per operazioni inesistenti emesse dalle tre società sportive. Per garantire la riscossione delle imposte non versate, i finanzieri hanno chiesto e ottenuto dal Gip del Tribunale di Pisa, il sequestro preventivo dei beni degli indagati (depositi bancari, beni mobili, immobili e quote societarie) per circa 4 milioni di euro.

m.sanfilippo

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