Domenica 24 Maggio 2009

Arrivato il super caldo
Zanzara tigre all'assalto

Estate piena, in tutti i sensi. Anche di zanzare. Perché questo improvviso anticiclone si è portato dietro tutto il meglio e il peggio della stagione, Aedes Albopictus compresa. Che in termini più volgari altro non è che la zanzare tigre, almeno dalle nostre parti, il più sgradito tra questi fastidiosi insetti. Il suo ritorno è stato registrato dalla Direzione del servizio Igiene e sanità pubblica dell'Asl che, in collaborazione con il Museo di Scienze naturali Caffi di Bergamo, ha dato il via, come ormai consuetudine negli ultimi anni, al monitoraggio sulla specie proveniente dal sud est asiatico. Risultato: sulle 17 ovitrappole, cioè le stazioni nelle quali viene verificata la presenza di esemplari adulti in grado di deporre le uova, un paio - Colognola e Celadina - sono risultate positive. Intediamoci: ancora poca cosa, ma comunque quanto basta a rendere ancora più pressante la campagna preventiva con le disposizioni raccomandate anche dalla Regione.

«Quest'anno - spiega Marco Valle, direttore del Caffi - abbiamo avviato il monitoraggio con qualche settimana di anticipo registrando comunque la presenza di alcune uova. Non solo in città ma anche in Provincia (i controlli riguardano altri 17 Comuni per un totale di un centinaio di stazioni, ndr), dove i controlli hanno dato esito positivo a Urgnano e Ponte San Pietro. Questo significa che le larve si sono già schiuse e che, con ogni probabilità alla prossima verifica ne troveremo ancora di più. Bisogna quindi sensibilizzare tutti affinché si evitino quei comportamenti che ne favoriscono la diffusione».

Niente ristagni d'acqua dunque, tombini ben spurgati, privi cioè di eccessive sostanze organiche, e possibilmente trattati con quei prodotti biologici in grado di contrastare lo sviluppo delle larve. «Noi - sottolinea l'assessore al Verde Fausto Amorino - ci siamo già premurati di bonificare 17 mila pozzetti stradali del Comune con un duplice trattamento, valuteremo ora se procedere con un terzo. Non solo: da alcune settimane è già in vigore l'ordinanza che obbliga gli amministratori di condominio e i responsabili di altre aree o edifici particolarmente interessati dalla diffusione della tigre a prestare particolare attenzione». La questione, al di là dei piccoli accorgimenti che ciascun cittadino può prendere, riguarda soprattutto i cantieri e le aree dismesse dove si possono formare grandi ristagni d'acqua, ma anche e soprattutto i depositi di pneumatici. «L'ipotesi - spiega ancora Valle - è che questa specie sia arrivata dal sud est asiatico proprio attraverso i copertoni: si tratta infatti di un insetto in grado di sopravvivere per un certo periodo anche in un ambiente secco; potrebbe essere bastato quel minimo di ristagno all'interno delle gomme per consentire alla tigre di affrontare questi lunghi trasferimenti. Anche da noi quindi i copertoni rappresentano un terreno fertile per la sua proliferazione».

I primi esemplari in Italia vennero individuati a Genova nel 1990. Da allora è stato un crescendo, con un picco rilevante in Emilia nel 2007, quando, più o meno, la stesso insetto fece la sua comparsa anche a Bergamo. I problemi? Non solo il fatto che questo tipo di zanzara - leggermente più piccolo di quelli normali e caratterizzato da bande più chiare sia sul torace che sulle zampe - è particolarmente molesto e sempre in cerca di nutrimento, pungendo con particolare accanimento.

«In Italia la Aedes albopictus - spiega Raffaello Maffi della Direzione igiene e sanità pubblica dell'Asl - veicola attraverso le sue punture il virus Chikungunya, in pratica una forma simil-influenzale che si manifesta dopo 3-12 giorni di incubazione con febbre alta, brividi, cefalea, nausa e soprattutto importanti artralgie. E se è vero che in Lombardia se ne sono registrati solo 3-4 casi (a Bergamo nessuno, ndr), è vero anche che la convivenza con questo insetto, dove presente in maniera massiccia, non è delle più facili. Le punture sono particolarmente irritanti e procurano ponfi pruriginosi che durano parecchi giorni. È quindi penalizzante anche dal punto di vista della qualità di vita e dell'aggregazione. Per questo abbiamo già provveduto a inviare le prescrizioni della Regione a tutti i sindaci dei Comuni interessati».

fa.tinaglia

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