Venerdì 05 Giugno 2009

Centri ricreativi estivi al via
In campo 100 mila adolescenti

Abiti per giocare, muri colorati, aria di festa, ma la voglia è quella di fare comunità, e coi tempi che corrono non è certo cosa di poco conto, senza contare che per molti ragazzi potrebbe essere l’unico svago estivo organizzato perché le risorse per andare via sono drasticamente diminuite.

Saranno quasi centomila – tra bambini e adolescenti – i ragazzini bergamaschi che parteciperanno ai centri ricreativi estivi che anche quest’anno la Diocesi – attraverso le parrocchie - ha promosso in tutta la provincia.

I Cre sono uno sportello efficace della parrocchia: le famiglie che non hanno altre occasioni, incontrano la comunità attraverso questo servizio. Gli altri, quelli che all’oratorio sono di casa, imparano a intensificare i rapporti e ad aprirsi a relazioni nuove. È il volto dell’accoglienza e della disponibilità a condividere le vicende degli uomini: un gran passo per una Chiesa che vuole rimanere nella storia.

A far correre un pallone sul campetto del cortile, non ci vuole molto, ma progettare un insieme di esperienze capaci di far crescere le persone, è un po’ più faticoso. Ma ha il fascino delle cose belle, conquistate e durature: per questo gli oratori e chi ci vive dentro continua a scommettere su questa esperienza.

Quest’anno si parlerà di cielo. Più che un tema, ai centri ricreativi estivi serve un filo conduttore. L’ispirazione, condivisa con le altre diocesi lombarde, viene dall’anno internazionale dell’astronomia. Disciplina affascinante: ci apre sull’infinito, ci fa sentire piccoli, ma – per chi è più attento – ci aiuta anche a riscoprire l’infinito che è in ciascuno di noi. In fondo, per quel che ne sappiamo, siamo gli unici a riconoscere le stelle, a chiamarle per nome, a dichiarare la nostra piccolezza di fronte al cielo.

L’informazione sarà alla portata di tutti: una striscia serale quotidiana (Granita mix) su Bergamo Tv dal 22 giugno, quattro pagine dell’inserto Csi de L’Eco di Bergamo per quattro settimane, e quei simpatici fogli che molti oratori producono attraverso i laboratori di giornalismo fatti dai ragazzi stessi.

a.ceresoli

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