Giovedì 09 Luglio 2009

Piste ciclabili, interviene anche l'Aribi:
eliminare le storture non le strutture

Anche l'Aribi interviene nelle polemiche sorte dopo l'annuncio della nuova amministrazione comunale di eliminare la pista ciclabile di viale Papa Giovanni e quella di Viale Giulio Cesare, e di rivedere la struttura delle zona 30.

«Con lettera del 30 giugno scorso - scrive in una nota l'Associazione per il rilancio della bicicletta - l’A.Ri.Bi. ha chiesto un incontro urgente al nuovo Sindaco per potergli illustrare il punto di vista dell’Associazione su importanti aspetti della mobilità ciclabile, oggetto in quei giorni di enunciazioni giornalistiche: e ciò, in quello spirito di chiarezza e collaborazione costruttiva che l’A.Ri.Bi. ha sempre cercato di realizzare con le Amministrazioni civiche precedenti sulle tematiche di sua competenza. La preannunciata adozione da parte della Giunta dei significativi interventi in materia riferiti dai “media” locali, lascia tuttavia presumere che l’auspicato proposito dell’A.Ri.Bi. di leale confronto con la nuova Amministrazione su tali tematiche - che, in quanto occorra, comunque ribadisce - non sia, purtroppo, sufficientemente apprezzato e condiviso».

«Quanto agli interventi previsti (iniziale eliminazione di due piste ciclabili e di taluni elementi di una zona 30: opere realizzate dall’Amministrazione precedente) l’A.Ri.Bi. si limita in questa sede ad osservare che la condivisibile opportunità di razionalizzare la pista ciclabile di viale Papa Giovanni imporrebbe di eliminarne le odierne storture, non certo la stessa struttura: la cui oggettiva importanza per la sicurezza ciclabile in una strada di così intenso traffico mal si concilia con il proposito di destinarne la sede alle altre previste esigenze di interesse pubblico assai meno evidente».

«L’A.Ri.Bi. prende comunque atto con piacere del dichiarato proposito dell’Assessore alla mobilità di non voler perseguire l’obbiettivo di smantellare le opere realizzate in materia dall’Amministrazione precedente: ritenendo tale dichiarazione ancor più opportuna perché ogni intervento ablativo vanificherebbe il rilevante pubblico danaro già impiegato per realizzarle».

a.ceresoli

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