Venerdì 28 Agosto 2009

La lettera di una donna over 50
«Impossibile trovare un lavoro»

Ci è giunta in redazione per email l'amara e accorata lettera di una donna con più di 50 anni che è in enorme difficoltà per trovare un lavoro che possa aiutarla a mantenere se stessa e la figlia studentessa. Una lettera in cui si auspica che il governo possa occuparsi anche di questa fascia di lavoratori in crisi.

«Leggo da moltissimi anni il vostro giornale e ho molto apprezzato l’iniziativa di pubblicare gli annunci economici delle agenzie per aiutare tanti disoccupati come me a trovare il sospirato lavoro, ma ahimè non è così facile soprattutto per chi ha superato la soglia dei 50 anni, sembra che dopo i 45 anni una persona non sia più in grado di svolgere un lavoro. Oggi per trovare lavoro occorre essere: giovane, avere un diploma (non importa ottenuto come) non conta l’esperienza; per una della mia età è proibito partecipare anche a concorsi per un posto di “bidella” (pardon “collaboratrice scolastica”, si chiama ora) perché serve un attestato di studi triennali, io ho un attestato di un anno di scuola per impiegati e poco importa se in passato ho svolta tale attività per ben 12 anni in uno studio amministrativo, non sono idonea a pulire le scuole dello stato italiano (che pulite non sono proprio per nulla), come non sono idonea a lavorare come operaia perché in passato ho fatto l’impiegata per cui non vengo tenuta in considerazione. Riassumendo: non posso fare concorsi perché non ho il diploma, non posso fare l’impiegata perché sono passati molti anni da quando ho cessato tale attività lavorativa, non posso fare l’operaia perchè non ho esperienza, mi chiedo cosa posso fare per mantenere me stessa e mia figlia studentessa? Tra tante leggi che il buon governo sta varando, non potrebbero essere inserite alcune per tutelare anche gli ultra 50 enni (soprattutto le donne che sono più discriminate) che come tutti per vivere hanno bisogno di avere uno stipendio vero e non i proventi derivanti dal lavoro di alcune ore come addetta alle pulizie (il solo che si può trovare adeguandosi a lavorare molto e guadagnare poco). Oltre a pensare a regolarizzare la posizione delle lavoratrici clandestine, dei lavoratori inserite nelle “categorie protette”, occuparsi dei problemi del terzo mondo ecc… come è giusto che sia, perché non pensare anche hai lavoratori italiani che hanno superato una certa soglia di età e che devono pur vivere o a noi non resta che un tuffo da un ponte? Scusate lo sfogo, ma è umiliante dopo una vita passata a dare, trovarsi nella condizione di dover chiedere e vedersi chiudere le porte in faccia, senza avere la possibilità di dimostrare ciò che si vale».

m.sanfilippo

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