Lunedì 31 Agosto 2009

I Riuniti guidano la nascita
della Cardiochirurgia a Lecco

I Riuniti fanno scuola, supportando (con l'invio di due medici, oltre che con le consulenze) l'avvio del reparto di Cardiochirurgia a Lecco. L'iniziativa nasce all'interno di un accordo sperimentale che potrebbe coprire un triennio e avviarsi entro il 2010, probabilmente già dal prossimo novembre. «Si tratta di un’iniziativa che attua concretamente gli indirizzi del Piano socio sanitario regionale, laddove punta ad avvicinare i servizi ai cittadini, in particolare per l’alta specialità, in una logica di rete. Siamo onorati che la Regione abbia individuato nel nostro ospedale un polo di riferimento per tutta l’area nord della Lombardia, per un’operazione che punta a mantenere standard elevati nel servizio pubblico», commenta il direttore generale dei Riuniti Carlo Bonometti.

L’accordo stretto con l’ospedale Manzoni di Lecco dà vita a una vera e propria rete cardiovascolare, introducendo una funzionale divisione dei compiti tra i due centri: Bergamo si occuperà dei casi più complessi, dei trapianti e di tutta la casistica pediatrica, mentre Lecco sperimenterà una cardiochirurgia meno invasiva, di supporto alla cardiologia interventistica del Manzoni.

Dai Riuniti prenderanno la strada di Lecco il cardiochirurgo Amando Gamba, attuale responsabile Centro trapianti di cuore, e un collega cardiochirurgo. «Tecnicamente si tratta di un comando, una sorta di prestito tra strutture sanitarie. Sono grato ai medici che hanno dato la loro disponibilità ad avviare questo progetto. L’équipe di Cardiochirurgia diretta da Paolo Ferrazzi è di tale livello che possiamo permetterci di prestare alcuni dei nostri migliori chirurghi senza timore d’indebolire la squadra», spiega Bonometti.

Anche per la Cardioanestesia Bergamo darà un contributo decisivo, grazie alla supervisione del direttore del Dipartimento di Anestesia Luca Lorini e al coinvolgimento di medici dell’Anestesia 2. I medici dei Riuniti coinvolti forniranno la loro consulenza anche per l’acquisto delle apparecchiature, per la definizione dei protocolli e degli standard condivisi. Saranno anche condivise l’attività di ricerca clinica e le iniziative in materia di formazione e aggiornamento professionale.

Sullo stato d’avanzamento del progetto vigilerà un Comitato tecnico scientifico costituito dai due direttori sanitari Claudio Sileo e Giuseppe Genduso, dai due Direttori dei rispettivi Dipartimenti Cardiovascolare, Paolo Ferrazzi e Felice Achilli, e dai Dirigenti delle due Direzioni delle Professioni sanitarie Simonetta Cesa e Anna Cazzaniga. «Si tratta di un’ulteriore conferma dello spessore del nostro Dipartimento cardiovascolare e di un’opportunità di ulteriore crescita per i nostri operatori – sottolinea Claudio Sileo –. Siamo impegnati a dare il massimo supporto all’iniziativa e a verificarne puntualmente i risultati».

Sull’opportunità di ridisegnare la rete cardiochirurgica lombarda i numeri parlano chiaro: i posti letto sono concentrati (54%) a Milano e provincia, e così chi abita a Lecco, Como e Sondrio – un bacino di 1,1 milioni di abitanti – finora è stato costretto a rivolgersi a strutture fuori provincia, più o meno vicine. Oltre ai Riuniti, questi pazienti si rivolgevano al Policlinico San Donato, al Centro Cardiologico Monzino e alle Cliniche Gavazzeni: in queste 4 strutture si eseguono circa l’80% del by-pass di residenti nelle Asl di Lecco e Sondrio e circa il 75% degli interventi valvolari.

Una casistica che in numeri assoluti si traduce in 420 pazienti trattati nel 2007, senza contare la provincia di Como. Numeri rassicuranti, perché nell’alta specialità un bacino d’utenza in grado di garantire una casistica adeguata è una delle condizioni per mantenere elevati livelli di qualità. Si calcola che a regime al Manzoni di Lecco si eseguiranno dai 320 ai 400 interventi l’anno.

f.morandi

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