Martedì 01 Luglio 2014

Ris all’opera sui veicoli di Bossetti

«Tracce dopo 4 anni? Non è escluso»

Giorgio Portera a Parma
(Foto by Yuri Colleoni)

«Non possiamo permetterci di perdere ogni minima traccia che possa rafforzare il quadro probatorio. Nei prossimi giorni le analisi proseguiranno, e gli esiti verranno comunicati alle parti. Questo è un accertamento doveroso»: così il genetista Giorgio Portera, consulente della famiglia Gambirasio, all’uscita della caserma dei Ris di Parma, dove sono in corso dalla mattinata di martedì 1° luglio le analisi sui due veicoli di Massimo Bossetti. Si tratta di una Volvo V40 e del furgone Iveco Daily cassonato usato per lavoro dal muratore di Mapello, in carcere dal 16 giugno perché sospettato di essere l’assassino di Yara Gambirasio.

«Non è escluso che anche dopo 4 anni si possano trovare tracce che possano ancora parlarci del caso» prosegue Portera. E a domanda specifica sulle affermazioni di Fabio Buzzi sulle tracce pilifere che tanto hanno fatto discutere nei giorni scorsi: «Non ho nulla da dichiarare su questo: gli accertamenti sono in corso e l’esito lo comunicherò alla famiglia Gambirasio».

Fuori dalla sede dei Ris di Parma e nel vicino Parco Ducale ci sono i giornalisti in attesa di notizie. Il pm Letizia Ruggeri ha disposto sui veicoli «un accertamento tecnico non ripetibile», in contradditorio con le parti. L’obiettivo è trovare tracce eventualmente riconducibili a Yara.

Per farlo si stanno utilizzando strumenti come la «Crimescope», lampada per l’individuazione di tracce biologiche e il «Luminol», sostanza in grado di scovare tracce di sangue anche a distanza di diversi anni.

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