«Andare avanti col progetto Siria? Decideranno Vanessa e Greta»

«Andare avanti col progetto Siria?
Decideranno Vanessa e Greta»

Il responsabile del progetto con le due ragazze rapite: «Non sono un cattivo maestro, nessuno le ha costrette a partire».

«Adesso conta soltanto che Greta e Vanessa possano riprendersi una vita normale». Di Horryaty, il progetto per cui sono andate in Siria, «ne parleremo, quando sarà il momento. Decideranno loro se andare avanti o chiudere..». A parlare, in un’intervista ad un quotidiano nazionale, è Roberto Andervill, che con le due ragazze era responsabile del progetto che si prefiggeva l’obiettivo di aiutare la popolazione siriana.

Il ministro Gentiloni mentre accompagna Greta e Vanessa le due ragazza rapite in Siria

Il ministro Gentiloni mentre accompagna Greta e Vanessa le due ragazza rapite in Siria
(Foto by Massimo Percossi)

Rivela di ricevere «valanghe di offese in rete, ma non ci bado». E a chi gli chiede cosa risponde a chi l’accusa di essere un cattivo maestro Ardevill dice: «Non è vero. Nessuno ha costretto Greta e Vanessa a partire. Poi, ovviamente, capisco: nessun genitore può essere contento di vedere un figlio in zona di guerra».

Greta Ramelli (a sinistra) e Vanessa Marzullo (a destra) lasciano in auto la caserma dei carabinieri dopo l'interrogatorio

Greta Ramelli (a sinistra) e Vanessa Marzullo (a destra) lasciano in auto la caserma dei carabinieri dopo l'interrogatorio
(Foto by Ansa)

Intanto il governatore veneto Luca Zaia rilancia la proposta di una legge ad hoc in materia di cooperazione in zone a rischio: « Se vogliamo veramente voltare pagina è necessario approvare una nuova legge. Una norma che stabilisca che chi si reca in luoghi a rischio deve essere autorizzato. Se non lo fa viola la legge e lo Stato andrà a recuperarlo, ma poi potrà rivalersi a vita su queste persone».


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