Antitrust,  Ryanair attacca «Ricorreremo in appello»

Antitrust, Ryanair attacca
«Ricorreremo in appello»

Dopo l’ennesima sanzione da parte dell’Antitrust, questa volta per il call center troppo caro e spesso irraggiungibile, gli irlandesi volanti annunciano battaglia.

Poche parole, ma decisamente troppe per gli standard di Ryanair: «We note the ruling and have instructed our lawyers to appeal». Ovvero: «Prendiamo atto della sanzione e diamo istruzione ai nostri avvocati di procedere per l’appello». Che sarebbe la prassi davanti a qualsivoglia decisione avversa: in materia amministrativa, poi, l’Italia è universalmente riconosciuto come il Paese del ricorso automatico. A prescindere, per dirla alla Totò.

Michael O'Leary, padre padrone  di Ryanair

Michael O'Leary, padre padrone di Ryanair

Eppure le poche, stringatissime, frasi che Ryanair ha affidato al suo ufficio stampa sono a loro modo insolite, perché a memoria è la prima volta che gli irlandesi volanti decidono di rendere nota una comunicazione del genere. Di solito da Dublino e dintorni è già difficile ottenere spiegazioni a domanda scritta, figuriamoci spontaneamente.

Il segnale che Ryanair intende dare battaglia a tutto campo? Mah, in effetti è dai tempi del duello rusticano con Enac che la compagnia leader del low cost non incrocia i ferri con qualcuno nel Belpaese. Aggiungiamoci il fatto che nel giro di una settimana, Ryanair ha incassato prima 850 mila euro di sanzione e poi altri 550 mila lunedì 19 gennaio. Aggiungendoci i 420 mila di inizio anno fa la bellezza di un milione 820 mila euro, mica patatine, insomma.


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