Attentato a Manchester, 22 morti  L’Isis rivendica – Cosa sappiamo finora

Attentato a Manchester, 22 morti
L’Isis rivendica – Cosa sappiamo finora

Sono 22 i morti nell’attentato che ha sconvolto la città di Manchester nella tarda serata di lunedì 22 maggio, ma il bilancio è solo provvisorio.

Tra i 59 feriti almeno 12 sono bambini sotto i 16 anni ricoverati in gravi condizioni. Un kamikaze si è fatto esplodere al termine del concerto della pop star Ariana Grande, alla Manchester Arena, una struttura da oltre 21 mila posti. I funzionari dell’intelligence degli Stati Uniti confermano che l’autore dell’attentato suicida è Salman Abedi, 23 anni, britannico di origini libiche che secondo le informazioni degli agenti Usa avrebbe viaggiato da Londra a Manchester in treno. «Si è servito di un ordigno rudimentale ed è morto detonando la bomba». La Polizia ha effettuato una serie di arresti nelle zone di Chorlton e Ashton: tre le persone fermate, tra cui appunto il fratello di Abedi. A Chorlton, è stato fermato un 23enne che sarebbe legato all’attentato al concerto e di cui alcuni giornalisti inglesi hanno postato un’immagine dell’arresto.

Altre due persone fermate poche ore dopo: una a Whalley Range, nell’area metropolitana di Manchester e l’altra a Fallowfield, quartiere a circa 4 chilometri dal centro. Lo Stato Islamico ha rivendicato la strage nella tarda mattinata di martedì con un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa fiancheggiatrice Amaq, ripreso da SITE.

«Uno dei soldati del Califfato - si legge - è riuscito a posizionare ordigni esplosivi in mezzo a un raduno di crociati nella città britannica di Manchester, dove è avvenuta l’esplosione nell’edificio Arena. Per chi venera la Croce e i loro alleati il peggio deve ancora venire. Sia lode al Signore». I siti jihadisti festeggiavano da ore: «Le bombe dell’aviazione britannica sui bambini di Mosul e Racca sono tornate al mittente».

«Si è trattato di un attacco codardo contro persone innocenti e giovani indifesi»: così la premier Theresa May ha definito l’attentato che ha colpito la Manchester Arena precisando che l’allarme resta alto: «È ritenuto probabile un altro attentato terrorista». «Molti dei feriti sono in condizioni disperate e stanno lottando tra la vita e la morte» ha poi detto la premier inglese Theresa May parlando in conferenza stampa davanti a Downing Street e annunciando un suo viaggio a Manchester per seguire da vicino la situazione. «Conosciamo l’identità dell’attentatore» ha poi precisato la May, anche se al momento delle indagini il nome non può ancora essere rivelato.

«Tutta la nazione è scioccata dalle morti e dai feriti che ha lasciato l’attacco a Manchester. So di parlare a nome di tutti nel portare il mio affetto e la vicinanza a tutti coloro che sono stati colpiti da questo atto barbaro e soprattutto alle famiglie e agli amici di chi è morto o è rimasto ferito» le parole che la Regina Elisabetta II ha affidato a un comunicato.

Esclusa per ora la presenza di italiani. «È stata attivata l’unità di crisi della Farnesina e finora non risultano italiani coinvolti» ha fatto sapere il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. «L’attentato di Manchester dimostra quanto sia necessaria un’attenzione estrema al terrorismo e quanto ci sia da lavorare per dare sicurezza» ha poi precisato il responsabile della Farnesina.


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