Giovedì 28 Agosto 2014

Avere la leucemia a nove anni

Speranza, Osio Sotto si mobilita

Il reparto di pediatria del Papa Giovanni XXIII di Bergamo dov’è ricoverato il piccolo albanese

Quante cose nuove si fanno a nove anni? Fabian, all’alba del suo nono compleanno, ha imparato due parole nuove, più cattive della strega di Biancaneve: leucemia promielocitica. Le ha imparate da poco. Quello che invece ancora gli stanno insegnando, nella Pediatria dell’ospedale «Papa Giovanni», è come guardarle negli occhi senza avere paura.

La storia di Fabian inizia a Durazzo, in Albania, nella prima settimana di agosto; una macchia nera sul braccio allarma i genitori che lo portano al pronto soccorso. All’inizio i medici sembrano convinti non che sia una cosa grave, ma gli esami del sangue offrono un quadro ben più terribile.

Il destino del piccolo sembra segnato. Inviare la cartella clinica allo zio Shefki che abita a Osio Sotto sembra più un disperato tentativo di negare la realtà più che una speranza concreta. E invece dall’Italia arriva una notizia insperata: le condizioni del bimbo sono molto gravi, però la malattia può essere curata se «aggredita» in tempo, anzi subito. A Osio Sotto enti e associazioni hanno così avviato una catena di solidarietà.

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