Avevano massacrato due artigiani
Tre romeni sarebbero stati fermati

Erano romeni, erano in cinque, tre di loro sarebbero già stati fermati mentre con la regia dell’Interpol le forze di polizia di Bucarest avrebbero già individuato anche gli altri due.

Si stringe il cerchio attorno alla banda che il 9 dicembre scorso ha aggredito Giovanni e Adriano Balestra, padre e figlio imprenditori di Cividate, il primo finito in coma al «Niguarda» di Milano e il secondo con naso e lo scafoide di una mano rotti all’ospedale di Treviglio.

L’indagine non è ancora chiusa e c’è il massimo riserbo da parte degli inquirenti coordinati dalla Procura di Bergamo, ma da fonti investigative trapela che grazie alla collaborazione internazionale tra polizie, tre dei banditi sarebbero già stati catturati. Sono loro i tre che la sera del 9 dicembre scorso hanno ridotto in fin di vita Giovanni Balestra, 72 anni, e colpito il figlio Adriano, 45 anni? La banda, però, sarebbe composta di cinque uomini: tre quelli che avevano compiuto direttamente il massacro, mentre gli altri due forse erano i basisti oppure facevano da palo a quello che doveva essere un «tranquillo» furto e che invece è stato «disturbato» dai due padroni di casa.

In attesa di conferme ufficiali da parte degli inquirenti, la vita di Adriano Balestra continua, mentre papà Giovanni non si è ancora ristabilito: dopo il risveglio dal coma, da settimane è in un altro ospedale bergamasco per la riabilitazione. «Per forza devo andare avanti, per fortuna con l’aiuto di mio fratello e dei miei familiari - dice Adriano -, ma è durissima: mio padre era la colonna e adesso è impensabile che possa tornare in azienda. Ma noi non molliamo».

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