Bassa Bergamasca, abusò dei cuginetti
30enne condannato a 12 anni

È stato riconosciuto colpevole di aver abusato dei cuginetti, fratellino e sorellina di soli 8 e 11 anni, quando gli venivano affidati dai genitori, che lo avevano ospitato e che evidentemente nutrivano fiducia nei suoi confronti.

«E non dite niente a mamma e papà – sarebbero state le sue subdole minacce ai bambini – altrimenti li uccido». Per questo un trentenne albanese è stato condannato mercoledì pomeriggio in Tribunale a 12 anni di reclusione per violenza e atti sessuali con minorenni.

Il collegio presieduto dal giudice Giovanni Petillo (a latere Maria Luisa Mazzola e Massimiliano Magliacani) gli ha inflitto il massimo della pena e ha anche disposto una provvisionale da 150 mila euro immediatamente esecutiva in favore delle parti civili. L’uomo, condannato in primo grado e non sottoposto a misure cautelari, al momento risulta comunque irreperibile. Potrebbe trovarsi in Albania.

Gli episodi che gli vengono contestati sono diversi e risalgono al periodo compreso fra il 2009 e il 2011. Stando alle accuse, l’uomo avrebbe abusato dei cuginetti all’interno dell’abitazione, quando i bambini gli venivano affidati dai genitori. Non solo: gli abusi sarebbero avvenuti anche mentre in casa, nell’altra stanza, c’era il figlio piccolo del trentenne. Il ricatto con cui l’uomo costringeva i cuginetti ad avere rapporti sessuali con lui era terribile: «Non dite niente a mamma e papà, altrimenti li uccido» sarebbero state le sue minacce.

Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati proprio i genitori dei due bambini. Il maschietto dava segni di disagio, in particolare la notte, con frequenti risvegli e difficoltà a prender sonno. Poco a poco, e con l’aiuto di esperti, la vicenda è venuta a galla e si è trasformata in una denuncia ai carabinieri e quindi in un’inchiesta.

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