Giovedì 13 Febbraio 2014

Bergamaschi no speak english/1

Quattro in lingue e in cortesia

La biglietteria della stazione ferroviaria di Bergamo
(Foto by Bedolis)

Ci sono piccole vicende della vita che nascono e finiscono nel giro di pochi minuti. Trovano spazio nei racconti che a casa si condividono durante la cena e finiscono lì. Ma se indignano, meglio dar loro più risalto, perché non si ripetano.

Biglietteria ferroviaria della stazione di Bergamo: ore 9,25 di mercoledì. In largo anticipo per acquistare il biglietto per Milano, visto che il treno parte alle 10,02. Tre persone in coda e una giovane asiatica allo sportello di destra, quello con scritto «Assistenza clienti – Customer service». La ragazza in un inglese chiaro chiede indicazioni. Al di là dello sportello l’addetta, che sembra non capire, ripete più volte «Milano? Milano? Milano?» sottolineando ogni ripetizione con un «Eh!» e una mano alzata a indicare il tabellone delle partenze sopra le nostre teste.

La ragazza fa un sorriso cortese e se ne va. Sconcerto fra chi assiste alla scena. Lo sportello di destra si chiude. Un solo sportello aperto e la fila che non si sblocca. La gente in coda protesta. Alle 9,50 torna l’addetta di prima. È il mio turno per l’acquisto del biglietto. Chiedo: «Un andata e ritorno per Milano». E lei: «10 euro e 60». Allungo una banconota da 50 e una moneta da 1 euro. «Ho detto 10» dice la voce dietro il vetro. «Mi dispiace ma il Bancomat stamattina non ha dato pezzi da 10» rispondo. «E questo non è il Bancomat!» aggiunge piccata. No, non ci sto. E in queste righe mi indigno. Per qualche turista di passaggio la nostra Bergamo sta dietro il vetro di quello sportello.

È la Bergamo che racconterà a cena a casa sua: la città che non sa parlare inglese, che se ne infischia della gente in coda ad aspettare, che risponde sgarbatamente. Quando esco ci sono 16 persone in coda. Il treno delle 10,02 ormai è bell’andato. Molti sono stranieri. Welcome viaggiatori in questa stazione che si rifà il trucco, che è oggetto di restyling, che si fa bella per noi. Bella fuori. Alberi, sdraio, magnolie vanno benissimo. Magari ci aggiungiamo però anche un corso base di inglese e due nozioni di cortesia?

Monica Gherardi

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