Giovedì 27 Febbraio 2014

Bergamo capofila del turismo slow

È nella rete di 7 città universitarie

Un panorama di Bergamo Alta vista da Valverde

Una rete internazionale di sette città universitarie - con Bergamo capofila - per lo studio e la rigenerazione del territorio attraverso il turismo S-low, termine che unisce i trasporti aerei low cost e la fruizione sostenibile del territorio.

Bergamo, Beauvais, Cambridge, Charleroi, Girona, Lubecca e Santander - città di media grandezza accomunate dalla presenza di atenei, aeroporti low cost, centri storici di pregio e metropoli vicine - puntano a fare del turismo sostenibile ed innovativo una leva per lo sviluppo socio-economico del territorio.

La nascita dell’alleanza tra i sette atenei sarà sancita il 4 marzo in Sant’Agostino nel corso del convegno « Centralità dei territori. Verso la rigenerazione di Bergamo in un network europeo», con la creazione di un Osservatorio europeo.

«Il lavoro in rete costituisce per le Università un elemento di implementazione della conoscenza da trasferire ai territori - spiega Emanuela Casti, docente di Geografia all’Università di Bergamo -. In un anno di lavoro insieme ai ricercatori degli altri atenei, attraverso incontri online e seminari, abbiamo messo a confronto metodologie ed esperienze diverse per arrivare a progetti comuni. Proporremo agli amministratori la possibilità di attivare questo turismo sostenibile e partecipato sul modello della microimpresa».

Il laboratorio cartografico Diathesis del nostro ateneo ha mappato il territorio orobico individuandone gli elementi di sostenibilità. Strutture ricettive come bed and breakfast, agriturismi e alberghi diffusi, loghi e marchi di qualità, parchi, risorse naturali, castelli, palazzi, strade ciclopedonabili e vie antiche sono stati censiti. Tutto quello che fa turismo slow e che può attrarre viaggiatori in cerca di novità ed esperienze emozionali.

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